I bandi per le palestre e per gli impianti sportivi di cui non si parla più, la piscina contesa, il volley sparito dalla città. Sono tante le spine nel fianco che il settore dello sport si trascina dietro in una città come Latina dove la questione degli impianti riesce a costituire un freno più che una opportunità per tante associazioni e squadre che impiegano migliaia di tesserati. Per questa ragione l'osservatorio provinciale per lo sport e il turismo torna a far sentire la sua voce parlando di un settore già fortemente colpito, a Latina e che vive il suo momento più drammatico, «amplificato dalla evidente mancanza di attenzione gestionale dell'amministrazione comunale e dalla palese volontà di non decidere».

«Il Comune di Latina – esordisce la presidente Annalisa Muzio - ha, oramai da tempo, stilato una serie di promesse mai mantenute ed oggi ci troviamo ad assistere alla recita del de profundis per chi fa attività sociale. Come Osservatorio abbiamo più volte sollecitato incontri, tavoli programmatici, tuttavia l'amministrazione non ha nemmeno inteso riscontrare le nostre ultime richieste mostrando un'assenza di confronto che, in questo delicato momento storico, davvero non è ammissibile. Eppure l'Osservatorio rappresenta da tre anni un genuino e spontaneo insieme di società sportive, che hanno come comun denominatore la volontà di FARE per il proprio territorio tanto dal punto di vista meramente sportivo, quanto dal punto di vista della socialità', elemento che sembra, invece, difettare nella maggioranza Lbc che forma il Comune di Latina».
Contributi non pervenuti

«Ad oggi, ad esempio, nonostante la notizia del contributo di mille euro - scrive Muzio - deciso dal Consiglio Comunale a fine luglio, per sostenere le asd durante l'emergenza Covid, ci risulta che nulla è arrivato nelle casse delle società sportive: eppure l'emergenza sanitaria da Covid è ora, non è domani, la sopravvivenza è oggi, non si può rimandare. Peraltro, avevamo fatto richiesta di chiarimento a mezzo pec in data 09.11.2020, ma nessuna riposta è mai arrivata dal Comune». L'appello dell'osservatorio è che il Comune di Latina non abbandoni un patrimonio che della città non è solo sportivo ma soprattutto sociale. «In tanti anni abbiamo riscontrato la totale assenza di programmazione estesa anche all'impiantistica sportiva – prosegue Muzio - eppure il Comune, parafrasando lo sport, era partito bene dai blocchi di partenza ma poi s'è smarrito, ha dimenticato che tra le sue attività c'è anche la realizzazione e il miglioramento dell'impiantistica sportiva. E che fine hanno fatto i bandi per le palestre? Abbiamo impianti che potrebbe essere usati, a medio termine, dalle società sportive che militano in campionati di serie nazionale, e invece nulla di fatto. Siamo in un capoluogo di provincia dove esiste da decenni un solo palazzetto dello sport che è evidentemente insufficiente e da ristrutturare, in una città dove lo sport non è mai stato considerato un capitolo di bilancio su cui scommettere, ciò nonostante le continue soddisfazioni che riceviamo da un vivaio che ci regala medaglie in tutti gli sport, sia a livello nazionale che internazionale, ebbene tutto ciò dimostra ancora una volta la fragilità di idee e di progettualità.

La piscina contesa
«Come ha deciso di affrontare il Comune la problematica alla gestione della piscina? - si chiede Muzio - facendo letteralmente litigare le società sportive tra loro, assistendo passivamente alle frizioni che si vanno creando quotidianamente tra associazioni e dirigenti. E, ancora dato che abbiamo la memoria corta, è giusto ricordare anche che il volley da due stagioni non si fregia più sul suo nome sportivo della città di Latina, ma di quello di Cisterna, giocando appunto in quel palazzetto, risultando il nostro inadeguato. Si risponderà: sono vecchie criticità. Certo, ma chi governa e amministra ha l'obbligo di risolvere le problematiche ereditate, non può partire da zero senza tenere conto del passato, ogni volta giustificandosi puerilmente che sono lasciti indigesti». «Possiamo solo augurarci - conclude Muzio - che davvero arrivi il momento della svolta. Ora e il momento del FARE».