Fare il ristoratore ai tempi del Covid: un vero dramma. Prima limitati dalle chiusure anticipate alle 18, ora costretti al blocco imposto dalla zona arancione: la vita degli esercenti è diventata molto difficile. Tra la disobbedienza pacifica e il dubbio se continuare o abbassare per sempre le serrande, tra la volontà di andare avanti formando nuove associazioni e quella di provare a lavorare affidandosi al "contratto di mensa", la situazione non cambia. Resta difficile trovare una soluzione, come restano da pagare le imposte. In merito all'argomento tasse, un primo aiuto per i titolari di pubblici esercizi c'è stato a dicembre, quando l'articolo 9-ter del Decreto ristori, al fine di favorire la ripresa delle attività in difficoltà a causa delle chiusure imposte dall'emergenza, ha previsto l'esenzione dal pagamento dell'occupazione del suolo pubblico fino al 31 marzo. Stiamo parlando di esenzione dal canone unico che ha sostituito tecnicamente la Tosap (Tassa occupazione spazi e aree pubbliche).

A questo primo step, adesso, a livello locale potrebbe aggiungersene un altro. Quale? La proroga dei termini di pagamento di un ulteriore contributo. Il Comune di Latina starebbe studiando altre soluzioni per andare incontro agli esercenti del capoluogo, travolti dalle disposizioni del Dpcm e da quelle racchiuse nell'ordinanza del ministero della Salute sulla zona arancione. L'intervento è necessario adesso, non dopo. La sospensione (e riduzione) dovrebbe riguardare la Tari (tassa rifiuti) quale pagamento a fronte del servizio di raccolta e smaltimento dell'immondizia sul proprio territorio (l'importo è stabilito dal regolamento comunale). Quali i tempi previsti? Al vaglio ci sarebbero un paio di possibilità, ma la proroga potrebbe riguardare almeno tutto l'attuale stato di emergenza e protrarsi fino alla fine della primavera. Sarebbe un atto dovuto da parte del Comune di Latina per cercare di aiutare tutti gli esercenti del capoluogo in difficoltà.