Adesso c'è anche il sindacato della funzione pubblica Cgil di Latina e Frosinone a scendere in campo contro il concorso bandito dalla Asl per la copertura di 70 posti a tempo indeterminato per assistenti amministrativi.

Alle prove scritte con i quiz, sostenute in tre giornate diverse dal 28 al 30 dicembre scorso, avevano partecipato 1064 concorrenti provenienti dall'intera regione e altrove, dal momento che il concorso è stato indetto in forma aggregata tra quattro diverse Aziende sanitarie, una di Roma e le altre di Latina, Frosinone e Viterbo. Per essere ammessi alla fase successiva del concorso, i candidati avrebbero dovuto ottenere dalla prova dei quiz il punteggio di almeno 21 trentesimi. E stando ai risultati elaborati al computer dagli stessi concorrenti e pubblicati il 31 dicembre sui siti delle Asl interessate, sono risultati idonei 310 candidati, che hanno già sostenuto la prova pratica, i cui esiti sono stati pubblicati. Resta ora la prova orale, fissata per febbraio, cui sono stati ammessi 300 candidati.

Le contestazioni e gli esposti da parte di alcuni degli oltre settecento candidati rimasti esclusi a causa del basso punteggio ottenuto nella prima prova, hanno indotto la Procura della Repubblica di Latina a conferire un mandato investigativo alla Guardia di Finanza perché valuti la consistenza dei rilievi mossi nelle diverse denunce presentate. Sostanzialmente si tratta di ipotesi di nepotismo, perché tra gli idonei figurano figli di dipendenti e medici, che a detta dei ricorrenti sarebbero stati favoriti, benché non venga spiegato in quale maniera.
Ora il sindacato Cgil interviene aggiungendo nuovi e diversi elementi di valutazione circa la possibilità che il concorso possa essere stato viziato in corso d'opera. «Molti candidati - si legge in una nota della Cgil FP a firma del segretario generale Giovanni Salzano e del delegato alla sanità Franco Addessi - non hanno capito come sia avvenuta l'attribuzione del punteggio conseguito, perché in molti casi, a fronte di un numero intero di risposte esatte e nessuna risposta sbagliata, ci sono stati punteggi con valore decimale diverso da zero». Soltanto dopo la pubblicazione della graduatoria, spiegano i sindacalisti, la Asl ha emanato una nota esplicativa per chiarire le modalità di calcolo del punteggio per la prova scritta, modalità che sembra non siano state preventivamente esplicitate nel bando di concorso.

Ad ogni risposta esatta sono stati attribuiti 2 punti; zero punti per ogni risposta mancante; meno 1 punto per le risposte sbagliate. Il punteggio ottenuto in questo modo andava aumentato di 30 e la somma divisa per 3.
«Applicando questa formula - dice il sindacato - per ottenere il punteggio di 21/30 non era necessario rispondere a 21 domande giuste senza rispondere a nessun'altra domanda, ma era sufficiente rispondere in maniera corretta a 17 domande senza rispondere ad altre domande. Di questo i candidati erano all'oscuro». Un conto è sapere in anticipo che rispondendo correttamente a 17 quiz si guadagna l'ammissione alla prova successiva, altro è non saperlo, perché si può tentare la sorte cercando di arrivare a dare almeno 21 risposte e correndo il rischio di sbagliare.
Tanto basta al sindacato Cgil per chiedere alla Asl di annullare in autotutela le prove scritte del concorso e ripeterle, stavolta con la piena consapevolezza da parte dei concorrenti sulle modalità di valutazione.
Per cercare di fare chiarezza, vale la pena citare parte del contenuto di uno degli esposti finiti all'attenzione della Procura: «Si pone all'attenzione il fatto che 15 candidati che hanno superato la prova con punteggio tra i 28 e i 30 trentesimi sono parenti stretti di dipendenti della Asl di Latina». E seguono i nomi con i relativi punteggi conseguiti.
Ora, trattandosi di candidati che hanno ottenuto il massimo o quasi del punteggio, va da sé che non possono essere associati a quelli che, eventualmente a conoscenza del sistema di valutazione dei quiz, si sono fermati a quota 17 risposte per portare a casa il risultato minimo garantito senza correre rischi. Dunque, i figli dei dipendenti della Asl sono risultati essere tra i più preparati al concorso. Se ci sono state forzature, vanno cercate altrove, non nei gradi di parentela. Ma a questo sta già pensando la Guardia di Finanza.