Dai consiglieri comunali, dalle associazioni e dai cittadini di Aprilia arriva un "no" chiaro all'ipotesi di discarica a La Gogna. L'incontro web promosso dall'assessorato all'Ambiente, pensato per unire le forze per presentare osservazioni contro il progetto della Paguro, ha riscosso un'alta partecipazione di rappresentanti di comitati e movimenti, pronti a contrastare la nuova richiesta di Via della società controllata da Rida Ambiente. Un piano che intende finanziare la bonifica del sito inquinato di via Savuto, attraverso la realizzazione di un invaso da 660 mila metri cubi che, oltre ai materiali da rimuovere e smaltire (67 mila mc), ospiterà anche i sovvalli provenienti dall'impianto Tmb.

Una proposta dunque più insidiosa perché mimetizzata in un progetto più articolato, come sottolineato dal dirigente all'Ambiente Marco Paccosi. «Invito tutti a ragionare su come viene presentato il progetto, leggendo le carte - afferma il dirigente - vi renderete conto che la parola discarica viene utilizzata con molta parsimonia dal proponente, rispetto ad altri termini come rinaturalizzazione o bonifica. Ma il concetto di naturalizzazione associato alla discarica va smentito con forza, perché può essere fuorviante ai fini di un intervento che di rinaturalizzazione non ha nulla». Durante l'incontro web in tanti hanno preso parola per annunciare osservazioni, tra gli altri Rosalba Rizzuto e Ilenia Borace di Tuteliamo, Fabrizio Di Leonardo del coordinamento dei comitati di quartiere, Daniele Borace di Orso Green, Anselmo Ricci del comitato "La Cogna da borgata a quartiere", Gianni Battistuzzi della "Città degli Alberi", il segretario locale del Pd Alessandro Cosmi e Andrea Ragusa dei Grillini Apriliani e Cittadini Pentastellati.

Tra gli amministratori, oltre ai consiglieri di Piazza Civica (Ilaria Iacoangeli e Fiorella Diamanti), hanno partecipato gli esponenti d'opposizione Roberto Boi e Davide Zingaretti. Assenti invece gli altri consiglieri della maggioranza Terra, un altro segnale della distanza tra la coalizione civica e il gruppo Piazza Civica, la sola lista che ha denunciato l'errore commesso dal sindaco e dall'ex assessore all'Ambiente Michela Biolcati Rinaldi, che preferirono accettare la caratterizzazione a spese di Paguro piuttosto che portare avanti l'iter per ottenere i fondi pubblici della Regione. «Ringrazio l'assessore Laurenzi, che sta mostrando un approccio differente rispetto ai suoi predecessori. A mio giudizio - spiega Roberto Boi - il piano della Paguro è vetusto, vecchio, vogliono far passare per rinaturalizzazione quella è che una discarica. Inoltre nel nuovo piano regionale dei rifiuti è stato inserito un vincolo che vieta gli impianti a un chilometro di distanza dai nuclei abitati. Qui le case sono a 50-100 metri di distanza, sarebbe perciò incomprensibile. La distanza dai nuclei è uno strumento non opinabile, un vincolo inderogabile, sarebbe assurdo se la Regione consentisse la discarica, sarebbe una negazione del diritto». Da parte sua l'assessore all'Ambiente ha invitato le associazioni a unire le forze per condurre questa battaglia. «Abbiamo deciso - ha detto Monica Laurenzi di non rimanere chiusi dentro una stanza, chiedendo supporto a chi in questi anni ha sviluppato competenze e conoscenze. Ho accolto con favore il recente dibattito e le azioni della conferenza dei sindaci del Consiglio provinciale. La soluzione della politica con l'individuazione di due siti, seppur tardiva, è un punto di partenza ma non ci deve far dormire sonni tranquilli. Perciò bisogna combattere un battaglia comune».