Il nodo delle proteste da parte dei cittadini è sempre lo stesso: nessuno sapeva nulla dell'idea di realizzare una discarica nell'area industriale che si trova di fronte alla Plasmon di Latina. Da parte dell'amministrazione comunale di Latina non c'è stata alcuna comunicazione, alcuna condivisione dell'idea di ubicare lì il sito di stoccaggio della frazione inerte dei rifiuti prodotti in provincia. Insomma, un fulmine a ciel sereno che ha già portato alla costituzione di diversi comitati spontanei di cittadini, in particolare di quelli che risiedono a pochi chilometri di distanza dal luogo in cui si trova il sito industriale dismesso indicato dai sindaci pontini come ideale per ospitare la nuova discarica.

Altro fronte di contestazione per la decisione assunta dalla conferenza dei sindaci arriva da un gruppo di cittadini dell'area della Migliara 45 tra Borgo San Michele e Borgo Grappa, che si sono rivolti per capire meglio la situazione all'ex assessore Marilena Sovrani, che s'è fatta portavoce delle loro preoccupazioni. «All'area in questione sono molto legata dai tempi della mia attività politica e amministrativa - spiega - e sono rimasta in contatto con i residenti che come hanno saputo la notizia hanno chiesto a me se ne sapessi qualcosa in più. La loro preoccupazione è tangibile - spiega Sovrani - in quei borghi insistono attività commerciali e sociali di notevole interesse». E con lei, a parlare con Latina Oggi, ci sono due rappresentanti dei residenti, che operano in settori delicati, come quello dell'assistenza a disabili. Sono chiari i timori per la realizzazione di un sito di stoccaggio di rifiuti di cui loro sanno poco o nulla.

«E' proprio questo il punto che preoccupa maggiormente - afferma Sovrani - I residenti non sono stati coinvolti né informati dall'amministrazione comunale, che è quella che ha indicato il sito come idoneo. Io ora non conosco i dettagli che hanno portato alla scelta ma conosco bene l'area di cui parliamo e mi chiedo: possibile che non esista a Latina un'altra area industriale che abbia attorno solo aziende e non attività commerciali, case e servizi come quella di cui parliamo? Attorno all'Appia ci sono decine aree, ad esempio. E poi ancora: non comprendo come sia possibile un sito che tratta rifiuti a pochi chilometri dal canale di Rio Martino e dal Parco nazionale del Circeo. Mi sembra evidente che i cittadini hanno tutto il diritto di protestare la loro contrarietà alla realizzazione di questo sito di stoccaggio».