Sembrano filtrare notizie positive dal Tribunale per gli oltre 40 pensionati della Sicamb che da tempo aspettano il loro Tfr. Lo scorso 12 gennaio infatti, l'azienda di via Eschido, ha ottenuto l'ok per il piano di concordato dopo la richiesta presentata dodici mesi prima alla sezione fallimentare del Tribunale di Latina e slittata a seguito di tre proroghe concesse dai giudici a causa del Covid.

Situazione quest'ultima che ha messo a dura prova la pazienza degli ex dipendenti (e le sigle sindacali), per un'attesa del loro Tfr, che non finisce certamente qui. Perché adesso il prossimo passo in questa storia, sarà l'adunanza con i creditori, chiamati a loro volta a decidere se accettare o no il concordato proposto dalla Sicamb. Incontro che ci sarà il primo di luglio. Ripercorrendo la vicenda - in base a quanto ci hanno raccontato gli ex lavoratori - dal mese di febbraio del 2019 in poi, tutti coloro che sono andati in pensione, non hanno ancora ricevuto il pagamento del Tfr e scoperto che una parte di esso non è stato mai versato al fondo Cometa (un fondo di previdenza complementare ndr). Per questo dodici mesi fa, gli ex dipendenti hanno avviato una serie di azioni individuali nei confronti della società, ricorrendo all'Autorità Giudiziaria. Il tutto ha prodotto il pignoramento dei conti correnti della società, in quanto le risorse economiche non erano sufficienti per garantire il pagamento di tutti i Tfr. Quei pochi invece, che sono riusciti ad avere un primo esito positivo dai pignoramenti dei conti correnti si sono visti poi sospendere la procedura di liquidazione a causa dell'istanza di concordato presentata dalla Sicamb a febbraio del 2020. La scadenza in origine per depositare il piano era per l'11 maggio 2020, ma da quella data ci sono state altre proroghe: quella del 15 luglio, poi del 14 ottobre e infine quella del nuovo anno. Con il piano valutato positivamente dal commissario del tribunale, la "palla" adesso passa ai creditori che attendono a febbraio la lettera di convocazione per l'adunanza di luglio.

«Non sono mancati incontri con il legale della Sicamb più di un anno fa – ci hanno raccontato a dicembre gli ex operai - colloqui nei quali sono stati presi impegni mai rispettati nonostante la disponibilità di noi pensionati anche davanti ad eventuali pagamenti dilazionati nel tempo, andando così incontro alla società», lamentando anche le tante proroghe: «Le continue proroghe non hanno fatto altro che arrecare danni agli ex dipendenti». La paura infatti di vedere ancora posticipata all'azienda la data per presentare il piano, era tangibile tra i tanti ex dipendenti. Ipotesi quest'ultima, fortunatamente scongiurata. Ma i tempi, quelli si allungano ancora. E chi dopo anni di lavoro, contava su quei soldi, dovrà ancora aspettare.