Anche le associazioni e i comitati giocheranno un ruolo importante nella battaglia per evitare la realizzazione della discarica ad Aprilia. Lo hanno espresso in maniera chiara i consiglieri intervenuti giovedì nella commissione Ambiente, una seduta alla quale hanno presenziato (come uditori) i presidenti dei comitati di quartiere Ludovico Lanzanova (Selciatella), Fabrizio Di Leonardo (Bellavista) e Adriano Lemma (Borgata Agip) insieme all'imprenditore agricolo Francesco Locicero. Una presenza non casuale, visto che ben 18 comitati di quartiere (praticamente la quasi totalità della città) hanno deciso di unirsi per presentare delle osservazioni in fase di conferenza dei servizi per dire "no" all'ipotesi della società Paguro, che prevede di finanziare la bonifica del sito inquinato di via Savuto (dove sono stimati 67 mila mc di rifiuti) realizzando un mega invaso da 660 mila metri cubi. Un deposito-discarica che dovrà ospitare anche i sovvalli provenienti dall'impianto Tmb della Rida Ambiente.
«Ben 18 comitati di quartiere del coordinamento hanno presentato le osservazioni al progetto. Il loro è un no forte e deciso, perché non accettano di dover barattare la bonifica di una discarica abusiva con una discarica autorizzata. Aprilia - spiega il coordinamento dei comitati - è un territorio in cui abbonda la biodiversità e la ricchezza di risorse naturali, con moltissime attività che lavorano in modo ecosostenibile. Una città circondata da campagne e boschi che dovrebbe guadagnarsi gli onori della cronaca per questi aspetti da valorizzare e tutelare. I quartieri e le borgate si sono uniti, pur nelle piccole o grandi diversità, per contrapporsi ai continui attacchi ricevuti da parte di coloro che hanno come unico obiettivo il profitto senza curarsi delle conseguenze sull'ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini di Aprilia e non solo».
Nelle loro osservazioni i quartieri hanno sottolineato come la proposta della Paguro sia in contrasto con il nuovo piano regionale dei rifiuti, che prevede la ripartizione degli impianti nei vari Ato secondo un criterio di omogeneità e vieta la presenza di discariche a meno di 1000 metri dai nuclei abitati. «Il piano regionale dei rifiuti - spiegano - indica come sia necessario garantire una distribuzione dell'impiantistica su tutto il territorio e non concentrarla in un'unica parte. Gli elementi presentati come osservazioni sono molteplici: dall'inevitabile inquinamento creato che andrebbe ad incidere sugli aspetti socio-economici del quartiere interessato e di quelli limitrofi alla presenza di numerosi vincoli fino al serio pericolo che si arrecherebbe alla navigazione aerea a seguito della presenza dell'aviofauna richiamata dai rifiuti, con conseguente possibilità di incidenti di rilevanza anche tragica». L'auspicio del coordinamento inoltre è che il commissario nominato per individuare la discarica in provincia di Latina tenga conto di questi aspetti che già penalizzano Aprilia. «Abbiamo appreso della nomina, da parte del Tar, di un commissario ad acta del Ministero dell'Ambiente, che dovrà sopperire alle mancanze della politica tutta per l'individuazione di una discarica nella nostra Provincia. Ci auguriamo - concludono - che quanto espresso nelle loro osservazioni, possa contribuire a far comprendere che ‘Aprilia ha già dato' e non può più tollerare altri impianti, che possano intaccare le ormai già precarie condizioni ambientali e di salute di tutti i cittadini».