La giunta comunale ha dato il via libera all'esenzione dal pagamento dell'occupazione del suolo pubblico per gli esercenti fino al 31 marzo. I titolari delle attività del capoluogo sono esonerati dal canone unico, che ha sostituito tecnicamente la Tosap (Tassa occupazione spazi e aree pubbliche), come previsto dall'articolo 9-ter del Decreto ristori per favorire la ripresa degli esercizi in difficoltà (ristoranti, bar, pub e gelaterie) a causa delle chiusure imposte dall'emergenza. La precedente delibera era scaduta il 31 dicembre; la prima deroga venne apportata nel periodo del lockdown e poi si è andati avanti con il rinnovo a cadenza trimestrale.

A questo nuovo step, nei prossimi giorni, a livello locale potrebbe aggiungersene un altro. Quale? La riduzione dal pagamento di un ulteriore contributo.
Il Comune di Latina sta studiando altre soluzioni per andare incontro agli esercenti del capoluogo, travolti dalle disposizioni del Dpcm e da quelle racchiuse nell'ordinanza del ministero della Salute sulla zona arancione che scadrà oggi. L'intervento è necessario adesso, non dopo. La riduzione (o sospensione) dovrebbe riguardare la Tari (tassa rifiuti) quale pagamento a fronte del servizio di raccolta e smaltimento dell'immondizia sul proprio territorio (l'importo è stabilito dal regolamento comunale). Quali i tempi previsti? Al vaglio ci sarebbero un paio di possibilità, ma la riduzione potrebbe riguardare almeno tutto l'attuale stato di emergenza e protrarsi fino alla fine della primavera. Sarebbe un atto importante da parte del Comune di Latina per cercare di aiutare tutti gli esercenti in difficoltà del capoluogo. Da domani, intanto, si torna in zona gialla: pub, bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie potranno restare aperti durante il giorno, fino alle 18.