Tredici storie di altrettanti giovanissimi che raccontano la propria vita tra disabilità, inclusione, creatività, diversità. È il progetto ambizioso lanciato dalla Rai che ha distribuito sulla piattaforma di Raiplay la docu-serie "Young Stories – Essere giovani ai tempi dei social".

Un viaggio nel mondo del web da un punto di vista esclusivo: quello dei più giovani. La nuova docu-serie voluta da Rai per il Sociale e prodotta da Stand by me, per raccontare la vita digitale e reale dei ragazzi. Protagonisti delle puntate da dieci minuti sono 13 giovanissimi influencer, tutti under 25, con storie e percorsi diversi, ma che condividono un unico luogo d'espressione, i social network, e che sul web hanno superato paure, coltivato passioni e intrapreso professioni.

Protagonisti della serie sono Cristina Chiperi, Ludovica Gargari, Matteo Markus Bok, Federica Gasbarro, Viginia Montemaggi, Aya Mohamed, Marcello Ascani, Fabrizio e Valerio Salvatori, Chiara Bordi, Luca Petrogalli, Victoria Oluboyo, Elisa Muriel De Gennaro e Federico Gardenghi.

«Un prodotto che è fedele e coerente con la nostra missione di servizio pubblico – ha affermato il direttore di Rai per il Sociale Giovanni Parapini – Vogliamo portare avanti contenuti che siano positivi, utilizzino nuovi linguaggi e modalità differenti. Questa serie indaga sul mondo dei giovani. Vogliamo comunicare i valori fondanti del servizio pubblico che raccontano l'inclusione, la parità di genere, la visione, la creatività, le diversità e la disabilità. Questa serie ha una campagna social collegata con l'obiettivo che è quello di sollecitare i giovani a un utilizzo consapevole dei social network».

Particolarmente soddisfatta per il risultato della serie Simona Ercolani della casa produttrice "Stand by me": «La cosa più bella di questo lavoro è che si è creata una comunità. Non c'è stato, come avviene spesso, da una parte i protagonisti e dall'altra la produzione, ma bensì un lavoro fatto tutti insieme per fornire questi tredici autoritratti. Molto interessante e sfidante fare tutto questo durante la pandemia. L'idea che dei giovani parlino ad altri giovani, con la Rai che fa da player e da campo di gioco, è stato molto interessanti».

E proprio il periodo della pandemia ha messo in luce dati allarmanti sul mondo giovanile: il 32% dei ragazzi tra di 18 e 34 anni soffre di solitudine; tra i 6 e i 18 anni il 78% soffre di ansia e insonnia; il suicidio è la seconda causa di morte tra i 10 e i 25 anni.

Tutta la docu-serie sarà disponibile sulla piattaforma di Raiplay e il direttore Elena Capparelli non ha nascosto l'entusiasmo di ospitare questo prodotto: «Sono orgogliosa di far parte della Rai che lavora in modo sinergico e nuovo. Un mondo quello dei giovani che ha bisogno di essere ascoltato e di un nuovo modo in cui essere ascoltato perché ci sono molte cose da raccontare al mondo adulto. Mentre facciamo questo tipo di operazioni c'è grande delicatezza, grande attenzione. Noi guardiamo questi prodotti dal dentro, si entra dentro un linguaggio nuovo che non guardiamo da fuori».