Il no all'ampliamento della discarica di Borgo Montello e le difficoltà emerse nell'individuazione di un sito pubblico per il deposito dei rifiuti stringono ancora di più il "cappio" intorno ad Aprilia, che torna ad essere la più seria candidata ad ospitare l'invaso a servizio della provincia di Latina.
Un pericolo concreto e reale, al di là delle dichiarazioni dei politici negli ultimi mesi, suffragato da un dato inoppugnabile. Con la chiusura della conferenza dei servizi su Borgo Montello, che ha espresso parere negativo all'istanza di Ecoambiente per un nuovo invaso, resta in ballo solo una proposta per realizzare la discarica: quella dalla Paguro (società controllata dalla Rida Ambiente) per l'area di La Gogna. Certo, sulla carta ci sarebbero i siti pubblici individuati dalla conferenza dei sindaci ma l'iter appare lungo e complicato, visto che il Comune di Fondi ha già detto no e quello di Latina sembra intenzionato a fare la stessa cosa, dopo aver incaricato dei consulenti per delle verifiche di compatibilità nell'ex area industriale che si trova nei pressi della Migliara 45. Un iter lungo che mal si sposa con la nomina del commissario ad acta sui rifiuti, l'ingegner Laura D'Aprile, che ha 90 giorni di tempo a disposizione per individuare la discarica in provincia di Latina. E che, giocoforza, dovrà fare le proprie valutazioni sull'unico progetto oggi rimasto il campo dopo il no a Montello: il piano per l'area di via Savuto.

Perciò diventa ancora più essenziale per il Comune di Aprilia, per i comitati e le associazioni portare avanti la battaglia contro l'istanza di Via della società, un'ipotesi progettuale che prevede di finanziare la bonifica del sito inquinato (66 mila mc) attraverso la realizzazione di un invaso dieci volte più grande (660 mila metri cubi), dove collocare anche i rifiuti provenienti dall'impianto Tmb della Rida Ambiente.
Un piano contestato anche da Latium Vetus, una delle associazioni che ha depositato osservazioni per esprimere contrarietà. Un diniego che viene motivato sotto l'aspetto archeologico. «L'area agricola interessata dal progetto, formalmente nel Comune di Aprilia, si trova a 200 metri da un nucleo abitato de La Cogna e a 5 chilometri dalla rocca di Ardea e lungo l'alveo di tre corsi d'acqua. Abbiamo così proceduto ad uno studio del progetto e delle caratteristiche territoriali dell'area - dichiara Giacomo Castro, presidente dell'associazione Latium Vetus - e abbiamo così appurato dalle tavole del catasto Alessandrino della metà del Seicento, la presenza di un'antica area acquitrinosa prossima al sito proposto dalla Paguro, a riprova dell'antica vocazione imbrifera dell'area. La zona in esame, contornata da imponenti pareti tufacee, è situata sull'alto strutturale che interconnette i Colli Albani al promontorio di Anzio e da qui scendono verso la vicina zona ribassata di Ardea tutto un insieme di fossi, canali e corsi d'acqua già cartografati nelle tavole del XVII secolo.