C'è un po' di Daniele Nardi su Marte, nella spedizione del rover Perseverance, atterrato giovedì sera sul pianeta Rosso. L'alpinista di Sezze, scomparso tragicamente sul Nanga Parbat, aveva un "biglietto" per questa spedizione. La Nasa, infatti, aveva lanciato questa iniziativa: si poteva ottenere una carta d'imbarco e il proprio nome sarebbe stato, simbolicamente, presente su Marte con questa missione. La storia la  racconta il suo amico Filippo Thiery, metereologo di Geo, scrivendo sulla sua pagina Facebook. 

"Ben arrivato su Marte, Daniele Nardi. Giusto fra una settimana, saranno due anni che, durante la tua avventura alla scoperta dell'ignoto sullo sperone Mummery del Nanga Parbat, ci hai salutato, insieme a Tom.

Ora, a bordo di Perseverance, da bravo astronauta moderno, come amavi definirti nell'andare a calcare pareti dove nessun essere umano aveva ancora poggiato mani e piedi, sei di nuovo all'opera nell'esplorazione, nell'apertura di nuove vie, nello spingerti ai limiti della conoscenza umana per provare a portarli... un po' più in là. Buon viaggio sul Pianeta Rosso, Dan. Lancia uno sguardo a quel puntino azzurro in cielo, ogni tanto, così non ci perdiamo di vista".

E poi ancora, in un post precedente: "Quando, a maggio del 2019, mi venne spontaneo scrivere il nome di Daniele Nardi, nella lista che la NASA metteva pubblicamente a disposizione da incidere su un microchip a bordo del nuovo Rover che sarebbe stato inviato all'esplorazione di Marte, per cercare le risposte alle domande più affascinanti sul pianeta rosso, il nome del veicolo in questione non era ancora stato scelto.
Questa era la sua simbolica carta d'imbarco, a oltre un anno dal lancio.

Poi, nei mesi a seguire, il Rover venne battezzato con il nome di Perseverance, e a quel punto il cerchio della mia personale dedica, già motivata dall'amore per l'esplorazione dell'ignoto e per la sete di conoscenza di Daniele, non poteva chiudersi in maniera più assoluta, pensando alla caparbietà, all'insistenza e alla tenacia con cui quella fantastica testa dura ha perseguito il suo sogno, il completamento della via perfetta sullo Sperone Mummery del Nanga Parbat".