C'è un vero e proprio pasticcio amministrativo dietro alla revoca del finanziamento regionale di 322.226 euro che sarebbe servito a coprire il 90% dei costi previsti per la realizzazione della pista ciclabile lungo strada del Mare, vale a dire tra Borgo Grappa e il porto canale di Rio Martino. Nel frattempo il Comune di Latina, per superare la debacle sancita dalla revoca di un anno fa, ha annunciato di avere trovato un accordo con l'ente Parco Nazionale del Circeo per la realizzazione di una serie di infrastrutture destinate alla mobilità sostenibile, compresa appunto la ciclabile di Rio Martino, ma ciò non toglie che l'ente locale debba fare i conti con le conseguenze del caso, come ricorda il Consigliere comunale Raimondo Tiero che ha portato il caso in commissione trasparenza: «Nel frattempo i progettisti hanno presentato le parcelle e si profila un contenzioso o in ogni caso un debito fuori bilancio. È la dimostrazione di come questa amministrazione, negli ultimi anni, abbia dimostrato scarsissima attenzione per il litorale».

I particolari della vicenda rasentano il grottesco. A partire dal fatto che per ben tre volte, tra il 2016 e il 2017, la Regione Lazio aveva chiesto al Comune la documentazione necessaria per monitorare l'iter, richieste alle quali si erano aggiunti due solleciti. Evidentemente in Comune prendevano tempo dopo avere scoperto che il primo progetto, quello esecutivo approvato nel 2013, in realtà non era buono. Tra un ritardo e l'altro, al momento di chiedere il parere idrogeologico alla Provincia, era saltato fuori che l'opera non poteva essere realizzata così come l'ente municipale voleva, ossia tombinando il fosso che costeggia la strada.

E così, se c'erano voluti degli anni per portare avanti la procedura fino a quel momento, figuriamoci per fare un nuovo progetto e ottenere i nuovi pareri dagli altri enti. Fatto sta che il Comune di Latina non aveva neppure comunicato alla Regione Lazio la necessità di rifare il progetto, con la Pisana che aveva scoperto l'esistenza di quello nuovo attraverso un parere del Consorzio di Bonifica. Alla fine, superati i tre anni di tempo, a partire dalla deliberazione regionale del 2015 che aveva formalmente assegnato il finanziamento, dopo una serie di proroghe, è arrivata la revoca dei fondi».