Mentre ad Aprilia si fa più concreto il pericolo della discarica a La Gogna, i comitati si attivano per fronteggiare la battaglia contro il progetto della Paguro. Per questo sabato scorso le associazioni si sono incontrate, seppur virtualmente, nel corso della videoconferenza promossa da Latium Vetus, una delle associazioni che ha depositato osservazioni contro la proposta della società. Un dibattito che ha visto anche la partecipazione del sindaco di Latina Damiano Coletta, dal sindaco di Ardea Mario Savarese e dell'assessore all'Ambiente del Comune di Aprilia, Monica Laurenzi. E proprio da quest'ultima è arrivata una dura accusa nei confronti della Provincia di Latina, della conferenza dei sindaci e delle amministratori dei comuni vicini ad Aprilia, "colpevoli" di aver ritardato l'individuazione dei siti pubblici per la discarica. Un ritardo che rischia oggi di ritorcersi contro Aprilia. «Provo un'amarezza infinita rispetto a quanto accaduto nell'ultimo anno e mezzo in provincia, la vicenda dei siti pubblici per la discarica è stata portata avanti in maniera vergognosa dal presidente della Provincia e della conferenza dei sindaci. Tutti sapevamo - spiega l'assessore Laurenzi - che c'era la spada di Damocle della sentenza del Tar, che fissava un termine per l'individuazione di una discarica in provincia. Eppure in un anno e mezzo prima sono stati individuati dei siti fantasiosi, poi dei siti che non stavano nella relazione dei tecnici della provincia, infine l'ultimo capolavoro: sono state individuate due aree (Latina e Fondi) mai comunicate alla Regione Lazio. Ad oggi quindi la Regione non ha questi siti, senza contare che pochi giorni dopo la scelta il Consiglio comunale di Fondi ha votato no all'ipotesi e ora anche Latina chiede ulteriori verifiche e sembra propensa per il no. Allo stato attuale rimane una sola proposta in campo, quella su La Gogna, mentre il commissario ad acta ha 90 giorni di tempo per decidere». Un atto di accusa molto duro che (direttamente o indirettamente) non risparmia nessuno: dal presidente della Provincia Carlo Medici al Comune di Latina, "maglia nera" per la raccolta differenziata e oggi poco solidale con i cugini di Aprilia dopo l'archiviazione della vicenda di Borgo Montello, fino allo stesso sindaco di Aprilia Antonio Terra, che come consigliere provinciale e membro del comitato ristretto dei sindaci incaricati di valutare le aree più idonee per i siti pubblici dei rifiuti avrebbe dovuto fare di più per tutelare il territorio. Sindaco che, come già espresso nei mesi scorsi proprio dall' assessore all'Ambiente, nel 2019 non avrebbe dovuto dare il via libera (in coabitazione con l'allora assessore Michela Biolcati Rinaldi) alla caratterizzazione del sito inquinato di La Gogna a spese del privato, una scelta che due anni fa appariva insidiosa e che ha resuscitato un progetto che sembrava defunto. Non tutto però sembra essere perduto. «E' chiaro che ci difenderemo con i denti, perché non possiamo accettare che un territorio che già ospita un impianto Tmb, due impianti di compostaggio e altri siti di rifiuti come quello della Loas andato a fuoco pochi mesi fa debba ospitare una discarica. E soprattutto - continua - non possiamo accettare che la nostra città, con livelli di raccolta differenziata superiori al 70%, debba veder calato sul territorio un invaso che per dimensioni non servirà solo l'Ato della provincia ma anche un Ato più grande (Roma)».