Il divieto esiste da molto tempo ormai, ma diciamocela tutta: c'è ancora chi fa lo strappo alla regola e si accende la sigaretta. Complice una consuetudine tollerata dall'amico di stanza, magari anche lui fumatore; vuoi dei colleghi accomodanti, o la scrivania posizionata vicino alla finestra, o anche i giorni di chiusura al pubblico. Non dovrebbe accadere, ma ci si imbatte, eccome, ancora, in stanze fumose e con l'odore di tabacco e nicotina bruciati.

A Monte San Biagio l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Federico Carnevale ha deciso di mettere un punto. Con un regolamento ad hoc scritto per declinare le numerose leggi nazionali e relative circolari (che vanno dalla lontana legge 584 del 1975 alla legge finanziaria del 2005) in esigenze concrete. Sede centrale, ufficio tecnico, biblioteca comunale e sede del comando di Polizia locale saranno tappezzati dai cartelli col divieto di fumo (ma lo saranno già) proprio sulla base di questo regolamento. E chi sgarra sono multe salate. Bene, cosa c'è di nuovo? Apparentemente nulla, solo che nel regolamento è scritto ben chiaro che a pagare, in caso di trasgressione, non sarà solo il fumatore ma anche, se non soprattutto, chi è deputato al controllo. E basti guardare agli importi per capire che quasi quasi è meglio essere fiscali.

Se infatti il trasgressore del divieto pagherà una cifra standard di 55 euro fino ad arrivare a un massimo di 275 euro (e fino a 550 euro se la violazione viene commessa in presenza di donne incinta e bambini fino a 12 anni), l'addetto al controllo, che è un altro dipendente comunale che ha il compito preciso e inderogabile di vietare il fumo e di elevare le sanzioni, se non fa il suo dovere è soggetto a multa da un minimo di 220 euro a un massimo di 2.000 euro, con l'applicazione di base del doppio della sanzione minima, ovvero 440 euro. E sarà anche soggetti a valutazione di tipo disciplinare.

Insomma, se nel Comune di Monte San Biagio non conviene fumare, è anche perché ora chi controlla rischia quasi più del trasgressore. Così la sigaretta non conviene a nessuno.