Sono iniziati questa mattina i lavori di bonifica dei palazzi ex Canebi, un complesso edilizio mai completato diventato nel corso dei decenni uno dei simboli del degrado della città. Da alcuni giorni i nuovi proprietari hanno avviato alcuni lavori all'interno dell'area, che porteranno alla ristrutturazione delle palazzine A darne notizia è il presidente del comitato di quartiere Agroverde Rocco Adamo, che nei giorni scorsi si è recato sul posto per conoscere la situazione. «Ci siamo recati all'ex Canebi per informarci sui lavori in corso. I nuovi proprietari intendono anzitutto - spiega il presidente del comitato Agroverde - bonificare il complesso e successivamente ristrutturare le palazzine esistenti: opere che riqualificheranno il nostro quartiere».

Un intervento salutato con favore anche dall'amministrazione comunale, che vede finalmente risolversi un problema per il quartiere dopo decenni di attesa. «Dalle notizie in possesso dell'ufficio Urbanistica non è prevista la demolizione ma una riqualificazione, previa chiaramente una verifica strutturale sugli edifici. Questo - spiega il sindaco Antonio Terra - è quello che ci ha comunicato la nuova proprietà, che ha acquistato il complesso edilizio da un fondo. In questo giorni hanno avviato un intervento per la pulizia e la messa in sicurezza, per poi procedere con i lavori di restyling. Siamo contenti perché in questo modo si risolve un problema atavico, che spesso i cittadini imputavano al Comune pur trattandosi di una proprietà privata».

Le operazioni di bonifica comporteranno lo sgombero dei cittadini che vivono nei palazzi abbandonati, di più di 10 persone (sia italiani che stranieri) che hanno occupato i ruderi. A domandarsi quale sarà la sorte di questi cittadini sono gli stessi residenti della zona, che si appellano all'amministrazione comunale affinché si faccia carico dell'emergenza abitativa e sociale. «Se quelle persone hanno occupato ci sarà un motivo, uno stato di necessità. Il Comune - dicono - non può abbandonarli, deve cercare una soluzione contestualmente allo sgombero anche attivando i Servizi Sociali».