Mancano ormai pochi giorni all'annunciata apertura del punto vendita Bricoman Italia, il centro commerciale per l'edilizia realizzato riqualificando l'area un tempo occupata dagli edifici dismessi della ex Ghira e che aprirà al pubblico il 10 marzo. Nel frattempo procede spedita anche la realizzazione delle opere compensative finanziate dal privato, interventi già concordati per 800 mila euro, ai quali si aggiungono altri 40 mila euro in più, come deliberato dalla giunta comunale nelle scorse ore. Intanto ieri mattina l'assessore Omar Ruberti e il direttore dei lavori, l'ingegnere Ivano Bernardone, hanno fatto visita al cantiere proprio per constatare lo stato di avanzamento dei lavori per le opere pubbliche a carico del proponete. «La giunta - ha sottolineato il delegato all'urbanistica Omar Ruberti - ha approvato la variante di assestamento delle opere programmate che verranno a breve collaudate e consegnate, per un importo di 840mila euro, 40 mila euro in più rispetto al previsto. Tra qualche giorno quel quadrante avrà una nuova viabilità, infatti tra le opere di urbanizzazione a carico del proponete vi è un nuovo tratto di strada che mette in comunicazione viale Europa con la via Pontina, una rotatoria nei pressi dell'Ecocentro comunale, un parcheggio e la relativa rete di servizi».
Oltre all'arrivo di opere essenziali per il comparto, l'intervento di riqualificazione rappresenta il primo esempio di rigenerazione di cubature già esistenti, un intervento programmato durante la precedente consiliatura tramite la delibera sull'interesse pubblico con l'allora assessore Franco Gabriele e che in qualche modo ha anticipato la legge sulla rigenerazione urbana. «La procedura urbanistica utilizzata - sottolinea Ruberti - è stata a dir poco innovativa e ha consentito di recuperare un sito produttivo dismesso per restituirlo al suo utilizzo; ho ereditato una buona pratica, che ha anticipato la legge sulla rigenerazione urbana della Regione Lazio e con essa la responsabilità di concludere bene quanto iniziato e renderla ripetibile in altri spazi della città. La difesa dell'interesse pubblico si deve raggiungere non solamente facendo i cani da guardia sul patrimonio, ma nella ricerca di percorsi di valorizzazione di spazi da rigenerare, necessariamente attraverso una partnership pubblico-privato. Lo spazio è stretto e tortuoso ma provarci non è solo un dovere ma una sfida avvincente che chi amministra la città è chiamato a raccogliere».