Una conferenza stampa nella piazzetta del Nicolosi per parlare di progetti, di futuro, di recupero. Perché i voti che hanno portato il quartiere nel centro della città tra i 200 luoghi del cuore censiti dal Fai viene da questo cuore pulsante circondato dagli edifici realizzati dall'Istituto Case Popolari di Roma tra il 1934 e il 1936. Il Nicolosi parla e lo fa da solo senza preamboli e cerimonie, anche mentre ascoltiamo le parole di Davide Giorgi, presidente del comitato di quartiere del Nicolosi, di Gilda Iadicicco responsabile della delegazione Fai, del sindaco Damiano Coletta, del presidente Carlo Medici, del presidente Ater Marco Fioravante e del consigliere comunale Marco Capuccio. Mentre i relatori parlano si sentono gridare i bambini che giocano nella piazzetta, tra una bici e un monopattino a spinta con quel sapore di giochi liberi di una volta, si sentono le voci della strada ad un passo, si aprono porte su quel palco naturale fatto di geometriche linee che restituiscono semplicità e respiro di un tempo antico nel bel mezzo della città che corre distratta. Basterebbe guardarsi intorno per capire cosa rappresenta questo quartiere per Latina, uno spazio che il comitato di Giorgi ha portato, con 2mila firme, all'attenzione di un censimento nazionale. «Ci sentiamo coinvolti nel progetto che vorrete sviluppare» – dice il sindaco spiegando che questo quartiere merita una profonda attenzione e il Comune è disposto a lavorare non solo al progetto per una nuova illuminazione e per la videosorveglianza, ma anche, perché no, per una ristrutturazione edilizia.

La stessa ampia disponibilità di Carlo Medici: «Questo quartiere è un gioiello e ci restituisce un forte senso di identità- spiega Medici – qui non è giunta la pianificazione selvaggia degli anni Settanta e l'armonia architettonica della Fondazione è rimasta la stessa. Non vedo luogo migliore che possa essere candidato per il Fai, ma questo deve essere uno spunto anche ma anche per una riqualificazione attiva dell'area». Il presidente annuncia, in tale ottica, come la Provincia stia lavorandoad un progetto turistico che crei un brand per il territorio, raccogliendo adesioni di comuni e enti territoriali. «Questo quartiere è nato una filosofia unica che non si trova in altre aree della città – ha detto il presidente Ater Fioravante – è stato realizzato creando le condizioni perché i cittadini si conoscessero, si ritrovassero nella socialità attraverso questi ballotoi, questi spazi interni unici. E' vero che ci sono anche criticità legate alla sicurezza, ma ci sono tanti aspetti che vanno valorizzati. Il Fai ha raggiunto questo risultato ma dobbiamo raddoppiare le firme perché il Nicolosi ne vale molte di più». Il Comune presenterà un progetto relativo al Nicolosi con iniziative e richiesta di finanziamento che supera i dieci milioni di euro: se arriveranno si potrà cambiare il volto del quartiere.

Poi l'appello, da parte di Fioravante, al comitato per uno sforzo in più che porterebbe ad un grande risultato: «Avere e ottenere l'assenso dei comproprietari delle aree esterne renderebbe possibile riqualificarle, perché di fatto si tratta di aree private». Un impegno possibile per cominciare a parlare di futuro.