Potrebbe essere l'outsider della prossima campagna elettorale, e non le mancano consapevolezza, concretezza e quella trasversalità che in questi tre anni l'hanno portata a creare iniziative, a coinvolgere professionisti e imprenditori e a consolidare reti di dialogo tra pezzi eterogenei della società. L'avvocatessa di Latina Annalisa Muzio, vicepresidente di Fare Latina-EvoLabor, oggi ha le idee chiare proprio partendo da una delle sue creature, la consulta dei borghi, uno strumento che ha avuto il merito di riportare al centro dell'agenda politica quei microcosmi cittadini da sempre imprigionati in uno stato di subalternità, in termini di sviluppo e servizi, rispetto al centro cittadino.

I borghi nascono come presidi decentrati di servizi per i poderi molti distanti dal centro urbano di Littoria, oggi hanno perso questa caratteristica e sono privi di servizi, che peraltro scarseggiano pure in centro. Che ruolo possono avere nei prossimi decenni e che servizi dovrebbero sviluppare?
I borghi hanno una loro identità storica, indiscutibilmente connessa alla fondazione, ma ognuno con delle caratteristiche e delle peculiarità proprie che vanno riscoperte e valorizzate. L'identità storica va preservata. I Borghi di Latina appartengono a un unicum che fornisce alla nostra città forte caratterizzazione che mai come in questo momento storico dovrebbe essere esaltata. E quando ti aggiri in questi territori dove le campagne coltivate si alternano a storiche industrie (dallo zuccherificio di Latina Scalo alla centrale nucleare di Borgo Sabotino) ti imbatti in edifici dell'architettura del ‘900 dove il tempo sembra essersi fermato. Resta difficile sia per i cittadini sia per chi, come me, ha lavorato e sta lavorando per esaltare il proprio territorio, comprendere come sia possibile che questa importante parte della città sia abbandonata a se stessa, continui a restare priva di servizi, continui ad essere considerata e trattata come una mera appendice del centro. Mi riferisco alla assenza di uffici amministrativi decentrati, nonché dei servizi basilari per la popolazione quali, ad esempio, uffici postali che siano adeguati alle esigenze reali del borgo, farmacie, centri di aggregazione sportiva, sociale, culturale e civile anche aldilà delle attività che vengono, fortunatamente, ancora svolte dalle parrocchie.

Sono anche uno dei temi preferiti in campagna elettorale. Dimenticati per cinque anni e poi, all'improvviso, al centro dei programmi e della caccia al voto. E' d'accordo?
Assolutamente sì. I borghi sono densamente popolati e inevitabilmente il successo della campagna elettorale passa attraverso il voto dei residenti. C'è un detto a Latina «se vuoi vincere le elezioni, conquista i borghi». Gli abitanti dei borghi ormai sono consapevoli che con l'avvicinarsi delle votazioni tutti i candidati faranno la solita tappa per chiedere l'appoggio. Tuttavia, all'indomani del voto i borghi vengono nuovamente dimenticati. Continuare con questa "abitudine" è assolutamente controproducente perché chi vive nei borghi ha imparato a riconoscere chi lavora costantemente per il territorio e chi no. C'è necessità di un coinvolgimento e di una progettualità che riguarda i borghi 365 giorni l'anno, anno dopo anno.

Negli ultimi anni lei ha lavorato molto per questi grandi quartieri con la Consulta e con iniziative collaterali. Cosa ha imparato da queste esperienze che possa essere messo a frutto per posizionarli finalmente e concretamente al centro di programmi di sviluppo?
La Consulta dei Borghi è nata per valorizzare le "periferie" e per accorciare quelle distanze rispetto al cuore della città, chilometriche e amministrative. E' un organismo che ho ideato e poi fondato insieme a persone che vivono nei borghi e ne conoscono profondamente le esigenze. E' nata due anni e mezzo fa e, instancabilmente, sta portando avanti il suo principale obiettivo che è quello di creare una rete tra i borghi, un sistema virtuoso che nel rispetto delle loro peculiarità, accorci quelle naturali distanze che esistono da sempre col cuore della città. Fin dalla nascita la Consulta si è battuta per ottenere quell'istituzionalizzazione che la ufficializzi nelle sue azioni, dato che nel corso del tempo per la sua operatività e incisività è divenuto un punto di riferimento stabile e solido per tutti gli abitanti dei borghi della città. Tuttavia, il Comune è rimasto sordo alle nostre richieste rinunciando definitivamente ad adottare un sistema amministrativo che potesse sostituire il ruolo delle circoscrizioni che non esistono più e che erano, invece, fondamentali per il buon andamento della macchina amministrativa, oltre ad essere un luogo di confronto e di riferimento per i residenti. Non è un caso che problematiche e criticità vengono prima analizzate e affrontate all'interno della Consulta e poi portate sui tavoli istituzionali per proporre delle soluzioni concrete e condivise. Iniziative recenti come il ‘Palio dei Borghi', il ‘Tour dei borghi' in pullman con guide turistiche per riscoprirli e valorizzarli, ‘L'albero di Natale nei Borghi' o la realizzazione del video ‘Passeggiata tra i Borghi di Latina' o ancora le recenti iniziative di assistenza per l'emergenza Covid testimoniano la simbiosi tra la Consulta e i borghi e sono state pensate per consolidare il senso di comunità. Ma abbiamo affrontato anche criticità annose come la situazione delicata inerente la realizzazione di un sito di stoccaggio di rifiuti inerti sul territorio di Borgo San Michele in sede istituzionale anche su Borgo Montello prendendo parte al Tavolo della Provincia di Latina e alla conferenza di servizi della Regione Lazio dove la consulta siede a pieno titolo.

I borghi con il centrodestra e i borghi con Lbc. Troviamo le differenze.
Aldilà del ruolo che durante le amministrazioni di centrodestra hanno svolto i consigli di circoscrizione, ad oggi i borghi hanno patìto e stanno patendo una carenza di unione e di collegamento con la parte centrale cella città. Attualmente, la assoluta carenza di rappresentatività all'interno della amministrazione comunale, ha aggravato tale condizione.

I borghi secondo Annalisa Muzio: quali sono da valorizzare, quali progetti ha in mente perché escano dalla condizione di eterni satelliti del centro?
I borghi sono la città e non solo una parte di essa, pertanto tutti sono da valorizzare attraverso, innanzitutto, l'istituzionalizzazione della consulta o, comunque, di un organismo che dia rappresentanza e rappresentatività alle loro istanze e che sia davvero una parte attiva del processo di sviluppo di tutta la città. Ci sono un serie di iniziative che comportano una programmazione ed interventi da spalmare nel breve, medio e lungo periodo. Oltre tutta la improcrastinabile dotazione di servizi e di strutture, di cui sono privi e di cui ho detto sopra, ribadisco, anche in questa occasione, l'importanza di creare un brand turistico culturale e naturale (a cui, peraltro, stiamo lavorando da due anni in collaborazione con l'Osservatorio per lo sport e per il turismo sportivo, Minerva e la Provincia di Latina e che abbiamo presentato durante la fiera del turismo di Rimini-TTG, lo scorso ottobre 2020) che tenga in considerazione gli itinerari e il fascino di questi territori unici, promuovendolo finalmente anche in rete. Perché no anche un turismo sportivo ciclistico, prendendo come modello quello dei bike hotel realizzando, cosa non impossibile, ad esempio, una pista ciclabile che li unisca così da poter fare, anche, un tuffo nella storia recente, da quella degli anni '20 e '30 fino all'archeologia industriale e godersi un patrimonio naturale altrettanto suggestivo, fatto di passeggiate ed escursioni in bicicletta e canoa lungo i canali e i ruscelli che mappano tutte le campagne.