Entro il 31 marzo gli esercenti del capoluogo, che devono rinnovare la richiesta di uso del suolo pubblico per l'utilizzo di pedane e gazebi, non dovranno più versare nelle casse comunali la quota come corrispettivo del canone unico. Il Comune di Latina, messo con le spalle al muro proprio dai titolari dei pubblici esercizi, sta per fare marcia indietro. Oggi in Commissione verrà pianificata la modifica al contributo votato a fine dicembre, il passo indietro è frutto della riunione svolta ieri mattina in video conferenza. All'incontro hanno partecipato da una parte il sindaco di Latina Damiano Coletta, gli assessori Gianmarco Proietti (bilancio, finanze e tributi) e Simona Lepori (attività produttive), il consigliere di maggioranza Emanuele Di Russo; dall'altra si sono "schierati" Massimo Ceccarini, presidente dell'associazione Isola che non c'è (racchiude gran parte dei pub del centro) e alcuni gestori dei locali. La conference call è stata convocata dall'Ente a seguito della "rivolta" dei titolari dei pub del capoluogo. Tutto è partito dalle richieste di pagamento inviate via Pec dal Suap (Sportello unico per attività produttive) che hanno scatenato l'ira degli esercenti. Oltre ad ignorare il peso del periodo storico che stiamo vivendo, dominato dalle chiusure, da piazza del Popolo hanno preteso una doppia tassa: suolo pubblico e tariffa "strisce blu", per giunta con versamento anticipato. In sunto ai titolari di bar, ristoranti, pizzerie e pub sono stati chiesti oltre all'ex Tosap anche 6 euro giornalieri (circa 180 al mese) a cui il Comune è costretto a rinunciare come sosta a pagamento. «Hanno ammesso i loro errori e provvederanno a risolvere il problema», ha sintetizzato Massimo Ceccarini rendendo l'idea di quanto è emerso dalla riunione.

Oggi in Commissione verrà studiato il modo per cambiare il regolamento, ma nel frattempo ogni pagamento viene sospeso: fino alla nascita del "nuovo" canone unico gli esercenti non dovranno versare nulla nelle casse comunali. Che modifica bisogna attendersi? «Le istanze da noi presentate sono: esenzione del pagamento delle strisce blu o un taglio netto, almeno del 90 percento - ha sottolineato il presidente dell'associazione Isola che non c'è - perché non possiamo pagare una doppia tassa sullo stesso spazio occupato». Gli esercenti, a questo punto, dovrebbero essere equiparati ai residenti. Il gazebo occupa due parcheggi: uno sarà gratuito, il costo dell'altro verrà eliminato o ridotto ai minimi termini. «Hanno commesso degli errori e mi fa piacere che l'abbiano riconosciuto - ha aggiunto Massimo Ceccarini - Ma non riesco a capire come abbiano potuto pensare di imporci una doppia spesa, veniamo da mesi di chiusure anticipate e siamo in zona rossa fino a Pasqua: considero assurde le richieste dell'amministrazione, che per giunta pretendeva tutto anticipato. Per noi era importante ottenere un risultato e l'esito della riunione è stato positivo. In Commissione, prima del Consiglio comunale del 31 dicembre, nessuno ha ragionato sul danno che stavano creando e questo lascia una cicatrice nella comunità di Latina. La mia critica non è rivolta soltanto alla maggioranza ma anche alla minoranza. Metto tutti sullo stesso carro. Indistintamente. Il compito dell'opposizione dovrebbe essere quello di correggere gli errori della maggioranza. Invece ci hanno dovuto pensare gli operatori a studiare proponendo le giuste correzioni da apportare. Davvero nessuno si era reso conto dell'inadeguatezza del canone doppio? Bisogna dire basta a quest'arte della supercazzola. Latina merita altro. L'opposizione ha sollevato il problema soltanto dopo il nostro grido d'allarme senza il quale adesso ci saremmo trovati a dover pagare entro il 31 marzo una cifra esorbitante tenendo conto anche dell'emergenza Coronavirus».