Refugees Welcome Italia arriva anche a Latina: l'associazione del network europeo, fondato a Berlino nel 2014 e ora attivo in 15 paesi, mette radici nel capoluogo, con un direttivo che si pone l'obiettivo di promuovere un cambiamento culturale e un nuovo modello di accoglienza, basato sull'idea che l'ospitalità in famiglia sia il modo migliore per facilitare l'inclusione sociale dei rifugiati nel nostro paese e per combattere pregiudizi e paure.

"Lavoriamo a livello locale con il supporto di gruppi territoriali composti da un responsabile e da un team di attivisti/e e facilitatori con competenze multidisciplinari - si legge nella nota di presentazione dell'associazione - Grazie al loro fondamentale contributo, aiutiamo famiglie e rifugiati/e ad incontrarsi, conoscersi e avviare la convivenza, sostenendoli durante tutto il percorso fino al raggiungimento dell'autonomia. Siamo attivi da anni in molte province e regioni italiane e finalmente da novembre 2020 anche nella provincia di Latina. In questa fase, dopo un primo momento di formazione e costruzione, il gruppo territoriale di Latina sta finalmente per avviare le prime convivenze sul territorio. Contemporaneamente è sempre attivo nella costruzione della rete, nella ricerca di nuovi attivisti/e interessati a supportare e contribuire a questo progetto e soprattutto nella ricerca di nuove famiglie accoglienti che hanno voglia di vivere questa esperienza e supportare rifugiati nella costruzione del loro percorso di inserimento nel nostro paese. Questo sentimento di speranza e di fiducia nei confronti della nostra comunità nasce dalla convinzione che sia possibile proporre un modello di accoglienza basato su una visione diversa di ciò che si intende spesso oggi con la parola integrazione, ponendo quest'ultima in un'ottica di scambio e non di mera assimilazione. L'accoglienza in famiglia, infatti, dona ampie opportunità ai ragazzi che escono dai percorsi istituzionali e che non hanno potuto ancora raggiungere una piena autonomia di vita, ma in altrettanto modo arricchisce senza eguali il nostro vissuto, la nostra cultura, in un'ottica di un vero e proprio scambio interculturale".