Lo scorso febbraio il capogruppo e la consigliera di Fratelli d'Italia, Andrea Marchiella e Matilde Celentano, segnalarono la paradossale situazione degli operatori sanitari impiegati dalla cooperativa Osa nei centri diurni di Latina: pur lavorando a stretto contatto con i disabili e vivendo quotidianamente il rischio di rimanere esposti al contagio da Covid 19, quelle persone non erano riuscite ad effettuare la prenotazione on line per la vaccinazione, non rientrando in alcuna piattaforma prevista dalla campagna regionale. Sono trascorse diverse settimane ma quel problema non è stato risolto. E ne sono emersi altri.

 

"Partiamo innanzitutto da un presupposto: non possiamo che complimentarci per i risultati della campagna vaccinale, il Lazio figura tra le regioni virtuose per numero di somministrazioni e per le fasce d'età e le categorie finora coinvolte. Intendiamo però sollecitare una soluzione per questo spiacevole inconveniente: i lavoratori impiegati nei centri diurni ancora non riescono a vaccinarsi perché non è stata prevista alcuna piattaforma a loro dedicata. Parliamo di operatori sociosanitari costantemente a contatto con utenti che spesso faticano ad indossare la mascherina e che per le loro problematiche tendono a cercare il contatto con chi se ne prende cura. Riteniamo intollerabile questa loro esclusione, considerando che lavoratori con mansioni simili sono stati già vaccinati in buona parte delle regioni italiane. Intendiamo farci portavoce delle loro istanze in Regione e ci auguriamo che l'Amministrazione comunale faccia lo stesso!".

 

Marchiella e Celentano hanno poi evidenziato un'ulteriore problematica, inerente la sicurezza dei disabili e degli stessi operatori:

 

"Ogni 15 giorni i lavoratori sono sottoposti a tampone ma non ci risulta che avvenga lo stesso per i ragazzi. L'aspetto ancor più grave riguarda però le vaccinazioni, effettuate solo da pochissimi utenti nonostante la recente apertura della campagna alle categorie fragili. Il problema nasce dalle cartelle cliniche di queste persone, nella maggior parte dei casi non aggiornate da anni e dalle quali non si possono estrapolare i codici esenzione ai quali è stata estesa la vaccinazione anti covid. Si tratta di codici in continua evoluzione, introdotti di recente per nuove malattie o per patologie inizialmente escluse da determinati elenchi. Il problema di buona parte degli utenti dei centri diurni è rappresentato proprio da diagnosi funzionali non aggiornate, nelle quali non sono indicati quei codici che consentirebbero di accedere subito al vaccino. A questo punto il Comune e la stessa cooperativa devono prendere in carico le famiglie puntando su una campagna di sensibilizzazione e informazione rivolta a loro e mirata a sollecitare gli aggiornamenti delle cartelle cliniche. Insieme a questi solleciti, però, sarebbe opportuna anche un'azione di sostegno e assistenza a quelle famiglie impossibilitate a risolvere questioni prettamente tecniche e burocratiche. In molti casi i disabili hanno genitori anziani o sono assistiti da persone non in grado di gestire revisioni e aggiornamenti. E' qui che l'Amministrazione deve dimostrare la sua vicinanza ai cittadini, è qui che Latina deve far capire alle persone che farà di tutto per non lasciarle sole!".