Una settimana decisiva, forse, per fare i primi conti di un'altra Pasqua diversa. Quanto spenderanno le famiglie quest'anno, cosa compreranno e ci sarà una qualche differenza con la Pasqua dello scorso anno, che arrivò in pieno lockdown? Prova a tracciare un primo bilancio la Coldiretti secondo cui una famiglia su tre (31% del totale) preparerà a casa i dolci pasquali e ciò avrà come conseguenza da un lato un aumento dell'acquisto di materie prime non sempre a chilometri zero, dall'altro un vero e proprio crollo per le produzioni artigianali, penalizzate anche dalla chiusura di hotel e ristoranti. Se si guarda all'effetto specifico della provincia di Latina la percentuale sale ancora ed è vicina al 40% la media delle famiglie che non acquisterà dolci o altri prodotti tipici di Pasqua. Negli ultimi anni una vera e propria filiera aveva premiato le aziende locali produttrici di dolci e cioccolata che rifornivano una catena sempre più ampia di attività economiche legate al turismo. Quest'anno, per la seconda volta, quella filiera resterà ferma; nonostante forni e pasticcerie possano aprire e vendere manca la rete su cui poggiava una distribuzione su vasta scala, anche se locale. «La necessità di passare il tempo fra le mura domestiche ha spinto al ritorno della cucina casalinga fai da te con – sottolinea la Coldiretti – la riscoperta di ricette e i dolci della tradizione. La preparazione dei dolci e dei piatti tradizionali delle feste è un'attività tornata ad essere gratificante per uomini e donne all'interno delle mura domestiche anche come antidoto alle tensioni e allo stress provocate dalla pandemia. Non a caso nel 2020 si è registrato un aumento del 38% degli acquisti della farina che hanno toccato livelli record che non venivano raggiunti da decenni, secondo analisi Coldiretti su dati Ismea». Gli acquisiti per il pranzo di Pasqua sono già iniziati questo fine settimana. «Senza la possibilità di fare shopping, - dice ancora la nota di Coldiretti - i ristoranti chiusi e con la prospettiva della Pasqua blindata a cucinare a casa, molti hanno già preso d'assalto supermercati, negozi alimentari e mercati degli agricoltori di Campagna Amica dove si stima un aumento della spesa in media del 20%, rispetto alla scorsa settimana».

C'è comunque un rovescio della medaglia che non è dovuto solo agli acquisti di Pasqua. L'analisi evidenzia la tendenza a cogliere una delle poche occasioni per uscire di casa nel fine settimana per fare scorte di prodotti alimentari per la Settimana Santa con lo scattare fino a Pasquetta delle misure piu' restrittive per contenere i contagi. Infatti, insieme alle farmacie gli alimentari sono tra i pochi negozi al dettaglio a rimanere aperti, anche in zona rossa».

Cosa si sta comprando? Frutta e verdura che si trovano a chilometri zero in tutta la provincia. E poi pasta, riso, farina, zucchero, salumi, formaggi e vino da mettere in dispensa. Ma le vere star del carrello in questo momento sono le uova, un simbolo del periodo pasquale e ingrediente base per i dolci. Nella settimana che sta per iniziare si calcola che in Italia verranno consumati ben 400 milioni di uova durante la settimana santa. Un record? Forse. O forse è solo «colpa» dei dolci fatti in casa.