Da oggi tutti i soggetti che svolgono attività d'impresa e titolari di partita Iva residenti o stabiliti sul territorio italiano possono fare domanda per accedere al Decreto Sostegni 2021 e vedersi riconoscere l'accesso al contributo a fondo perduto previsto dalle disposizioni governative. La domanda potrà essere presentata fino al 28 maggio. I sostegni spettano a coloro che dimostrano di aver subito una perdita superiore al 30 percento del fatturato del 2020 rispetto al 2019. Per definire gli importi si fa riferimento alla data di effettuazione dell'operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi. Il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato per i soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019.

L'ammontare dei sostegni è diverso a seconda della fascia di appartenenza: si va da una prima categoria (prevede un rimborso del 60 percento della perdita per chi ha ricavi fino a 100mila euro) ad una seconda fascia che fissa al 50 percento l'aiuto per chi fattura dai 100mila ai 400mila euro annui (vale a dire la fascia in cui si trova la gran parte degli esercenti), per arrivare alle altre tre categorie che riguardano attività con fatturati superiori ai 400mila euro.

Ma come si calcola il ristoro? Facciamo un esempio sulla fascia intermedia in cui si colloca la maggior parte delle attività. Se un locale fatturava 250.000 euro nel 2019 e nel 2020 ne ha fatturati 150.000, la perdita di esercizio di 100mila euro va divisa per 12 mesi, poi si divide per due (applicando appunto il 50 percento prevista per questa determinata fascia). Quindi su una perdita di esercizio di 100mila euro, la percentuale di ristoro è di 4,166. Una miseria che ha spinto i titolari dei Pubblici esercizi a muoversi. Cosa succederà ancora non è dato saperlo anche nell'ottica di un mese di aprile che, stando a quanto trapela da Palazzo Chigi, si preannuncia molto difficile: l'orientamento del Governo resta quello di abolire la zona gialla fino al 2 maggio.