«La campagna vaccinale è l'arma che ci potrà permettere di tornare alla normalità e la grande sfida è riuscire a farlo entro maggio, fermo restando l'insieme delle misure di contenimento individuali che dovranno sempre essere rispettate». A dieci giorni dall'insediamento ufficiale alla guida della Asl Latina, la dottoressa Silvia Cavalli ci ha concesso la sua prima intervista come direttore generale dell'azienda sanitaria locale puntando l'attenzione sul piano vaccini. «E' la nostra grande opportunità e vanno garantite le giuste soluzioni affinché la popolazione venga informata e assistita con la massima trasparenza».

Che situazione ha trovato?
«Una buonissima organizzazione del piano vaccinale ed ho apprezzato il lavoro svolto da un team che ha cercato di fare il meglio realizzando le prerogative giuste per le somministrazioni, in assoluta sicurezza. Ho trovato una base stabile sulla quale lavorare. Non era assolutamente un fattore scontato in virtù della situazione attuale e del poco tempo a disposizione».
Ma il suo è stato comunque un intervento immediato e dalla Regione sono arrivati i vaccini per i medici di base.
«La campagna vaccinale è stata la mia priorità e sempre lo sarà, ma confesso di essermi imbattuta nel pieno di una fase storica favorevole».

Vale a dire?
«Si sono rese disponibili delle quantità aggiuntive di vaccino Pfizer a livello nazionale e di conseguenza regionale, così una parte dei lotti è arrivata anche da noi. L'azienda americana produttrice del farmaco ha incrementato le consegne, si è presentata questa opportunità e abbiamo iniziato il percorso vaccinale affidato ai medici di medicina generale che ci auspichiamo diventi continuativo. Ora vanno completati prima possibile over 80 e super fragili che non sono segnati sulle agende».
E a breve arriverà il turno anche dei farmacisti.
«Intorno al 20 aprile sono previste le consegne di Johnson & Johnson e verrà ulteriormente incrementata la fase delle somministrazioni. Le dosi saranno affidate ai farmacisti così come ai medici di base. Questo farmaco monodose inoltre verrà immediatamente utilizzato per vaccinare nelle carceri».

Quanto potrà crescere la campagna nella nostra provincia con l'arrivo di ulteriori dosi Pfizer e dei primi lotti di J&J?
«Non può essere pronosticato un risultato prima che arrivino le consegne. Se gli annunci verranno rispettati la campagna subirà una vera e propria svolta. Si ragiona work in progress: a giorni ci sarà una riorganizzazione degli hub, già studiata e delineata, pronta a partire. Con l'arrivo di un numero maggiore di dosi dovremo capire se sarà meglio attivare pochi grandi centri vaccinali o affidarci a presìdi piccoli ma più numerosi per assicurare la capillarità. In quanto a distribuzione delle vaccinazioni sul territorio i medici e i farmacisti ci aiuteranno tantissimo e diventeranno fondamentali».