L'ultimo tassello è stato ormai posizionato al suo posto e piazza delle Erbe, un parcheggio riqualificato e trasformato in una piazza centrale, è pronta per essere inaugurata. Nei giorni scorsi infatti presso il cantiere, è stata posizionata la statua di fattura moderna presente all'interno del progetto. Un'opera in un primo tempo commissionata ad una ditta campana, ma il progettista Otello Lazzari, vista la scadente qualità della fattura, ha deciso di affidarne la realizzazione ad una ditta locale. Pochi mesi sono bastati per costruire il manufatto, predisposto per alloggiare in futuro il proiettore che servirà a trasformare lo spazio pubblico anche in un cinema all'aperto. I lavori di piazza delle Erbe, iniziati nel 2018, sono proseguiti malgrado le restrizioni dovute al lockdown e non senza intoppi. Il progettista infatti ha dovuto rimettere mano alle panchine che avevano mostrato in un primo momento segnali di cedimento e in più occasioni il cantiere è stato provvisoriamente fermato dall'intervento della soprintendenza ai beni culturali, trattandosi di un'area centrale posta dirimpetto allo storico mercato coperto, uno dei pochi edifici che porta traccia di Aprilia com'era in origine.

Ad oggi la piazza, realizzata con un finanziamento di 445 mila euro, è completa di tutti gli elementi presenti nel progetto: le mattonelle in gress color grigio scuro hanno preso il posto dell'asfalto; quello che è stato ribattezzato dai residenti il "muro di Berlino", ovvero la quinta in cemento armato ricoperta di gres porcellanato, che ha la funzione di separare lo spazio pubblico da quello privato, è stato completato. Si tratta di un muro traforato che ha una funzione simbolica: ricorda i bombardamenti che rasero al suolo la città e non risparmiarono neppure il mercato coperto, ma anche i 16 gruppi di progettisti che presero parte al concorso di idee per la realizzazione di Aprilia, mentre gli archi in cemento armato hanno la funzione di mettere a nudo un elemento celato dai mattoncini in cortina dal regime e fanno da specchio agli archi del mercato antistante. Una volta riconsegnata la prima parte, si aprirà il bando per il secondo step, che prevede la riapertura degli archi del mercato coperto e avrà l'effetto di dilatare uno spazio oggi criticato da alcuni perché troppo angusto. Un intervento che sin dalle prime fase ha diviso la città tra fautori e detrattori, ma al di là del giudizio estetico, non si possono trascurare due dati oggettivi: il primo è che un giudizio compiuto non può essere dato prima del completamento del secondo step; il secondo che il merito di questo intervento è stato quello di creare dal nulla uno spazio urbano, eliminando l'antiestetico parcheggio a servizio del mercato.