«Assumeremo il più possibile, magari faremo qualche opera in meno ma integrando il personale potranno essere erogati più servizi al cittadino». Correva l'anno 2016, Lbc era insediata da pochi mesi alla guida del Comune e queste furono le parole della segretaria e direttore generale del Comune Rosa Iovinella in una commissione affari istituzionali di ottobre riunita sul tema del personale e delle politiche assunzionali. Lo aveva detto con convinzione la segreteria che tiene in mano le chiavi del comune e che ha il polso delle risorse umane, il cui ruolo «blindato» è costato negli anni più di qualche assessore dimissionario, a partire proprio da quello al personale, Antonio Costanzo. Ma proprio sul fronte che doveva tenere più controllato dando prova di quella organizzazione efficiente e potenziata di servizi al cittadino, promessa sia da lei che dal sindaco, la segretaria ha segnato il passo non rispettando gli impegni.

E se opere se ne sono viste poco, di nuove risorse negli uffici e in una macchina organizzativa spenta e depotenziata, ancora meno. Basta vedere i numeri e andarseli a prendere nella tabella della sezione trasparenza dell'ente alla voce delle risorse impegnate per il personale a tempo indeterminato, dove si evincono anche tutti i costi. In quella commissione, cinque anni fa, furono forniti i numeri, già sottostimati rispetto al fabbisogno della pianta organica, stimato dal commissario Barbato. I dipendenti erano 516 con carenza di 350 unità, un dipendente ogni 260 abitanti. Nel 2017 invece erano stabili a 517 per poi calare nei anni successivi. Nel 2020 il personale del Comune di Latina, seconda città del Lazio, ammonta a 486 unità (erano 468 nel 2019) con 30 unità di personale in meno del 2016, a dispetto del piano assunzionale annunciato per potenziare la struttura. Di questi 486 dipendenti novantadue sono vigili urbani e 33 educatrici.

Se sottraiamo ai numeri del personale quelli di polizia locale ed educatrici questo significa che abbiamo 361 dipendenti in altri uffici di cui 1/3 funzionari, numeri a cui va sottratta una quindicina di pensionamenti, e poi trasferimenti e decessi del 2021. Per recuperare questo gap ci vorrebbero almeno sette o otto anni di assunzioni continue. Un problema che sarebbe risolvibile bandendo un concorso per altri ruoli o livelli, proprio come avevano annunciato Iovinella e l'assessore al personale Paola Briganti appena poco più di due anni fa in una conferenza stampa per parlare di macchina amministrativa: «Nonostante i buchi in organico le capacità assunzionali dell'ente migliorano – avevano detto – e la tappa importante sarà il maxi concorso per tutte le categorie da bandire ad ottobre nel secondo semestre del 2018 ed attuare nel 2019». Nessun concorso è stato bandito, e non sono mancati appelli anche dentro Lbc all'indirizzo della segretaria proprio per ampliare le capacità assunzionali dell'ente e dare respiro a settori in affanno, come quello dell'urbanistica. In tal senso andava il pressing di qualche mese fa della consigliera di Lbc Celina Mattei che non ci girò intorno: «E' mia ferma convinzione – aveva detto - che gli uffici vadano implementati con personale che abbia la possibilità di lavorare in modo più smart improntando procedure più snelle per una veloce risoluzione delle pratiche. Bisogna implementare gli uffici con nuovo personale qualificato e chi guida il personale dovrebbe prenderne coscienza». Ma nessuno è profeta in patria Lbc quando si permette una critica, un fatto ormai acclarato.