Cinque o sei siti tra cui scegliere per la discarica senza dimenticare che l'area di Borgo San Michele è ancora, insieme a quella di Fondi, l'unica inviata al commissario ad acta, sia pur senza una delibera di Consiglio provinciale a suffragarne la validità. E' complessa la vicenda rifiuti e nei prossimi giorni i sindaci torneranno a riunirsi per cercare una posizione unitaria.

Intanto lo scenario si complica ulteriormente con le ultime notizie che arrivano da Roma Capitale. L'amministrazione Raggi ha avviato una procedura per cercare di acquistare impianti o quote societarie di aziende che operano nel settore dei rifiuti, sia a Roma sia fuori provincia. L'ente capitolino ha un tesoretto di 100 milioni di euro da investire all'uopo. L'assessore ai rifiuti Katia Ziantoni ha spiegato: «Valuteremo gli esiti e i costi della ricerca, considereremo anche la pulizia delle eventuali società con cui tratteremo sulla base della fattibilità dell'investimento e della convenienza. Questo non esclude la realizzazione di impianti propri».

Ma qualcosa su come si sta muovendo il Comune è già negli atti della relazione che Ziantoni ha consegnato alla giunta. A febbraio l'Ama, l'azienda municipalizzata dei rifiuti, si è mossa per verificare la disponibilità di impianti e aziende presenti nel territorio laziale. E il risultato porta in provincia di Latina. «L'unica realtà industriale che ha dato una disponibilità informale alla trattativa per l'alienazione del proprio impianto è stata la Rida Ambiente di Aprilia». L'azienda dell'imprenditore Fabio Altissimi sarebbe dunque disponibile a valutare offerte.

Lo shopping del Comune di Roma e della sua partecipata Ama deve far riflettere i sindaci della provincia pontina. E' evidente che un colosso come quello capitolino non entra per caso nel mercato della provincia confinante. Il pasticcio combinato dai sindaci pontini con la prima indicazione di due aree poi bocciate dai rispettivi Consigli comunali, non giova certamente alla credibilità dei protagonisti, tanto che in Regione Lazio sono più che indispettiti dall'atteggiamento pontino. Il continuo riferimento alle scelte calate dall'alto viene mal sopportato da Roma, che invece è convinta di aver dato più tempo del dovuto alla provincia di Latina per fare le sue determinazioni e decidere dove realizzare la discarica. Ma fino a oggi, a parte le chiacchiere, di atti formali non ne sono stati compiuti. Il percorso dovrebbe essere decisione della conferenza dei sindaci e poi deliberazione del Consiglio provinciale. Ci sono meno di una ventina di giorni. Le aree sono quasi tutte ex cave, tre su 8 nel comune di Aprilia. Ma, stando all'ultima conferenza dei sindaci, è Latina a dover farsi carico della discarica. Il destino è nelle mani dei primi cittadini. La responsabilità sarà loro, in ogni caso.