Passa a maggioranza il Pef del servizio di igiene urbana del Comune di Latina con il solo voto contrario di Salvatore Antoci e parte dell'opposizione fuori lasciando ai Consiglieri LBC la votazione di un documento che avrebbe avuto bisogno di maggiori approfondimenti. Sul documento, per un totale di quasi 26 milioni di euro alle domande del consigliere Olivier Tassi, ha risposto il Dirigente del Servizio Ambiente Bondì, che ha chiarito che molti importi sono presi dal consuntivo dei costi del 2019 sia da ABC che dal bilancio del Comune, spiegando in questo modo ad esempio il motivo per il quale i 7,5 milioni di euro di trattamento e smaltimento rifiuti rimangono invariati, malgrado ci si aspetti un aumento della raccolta differenziata.

Gli unici importi che hanno delle variazioni significative sono quelle dei costi incentivanti legati alla raccolta porta a porta, sui quali però i criteri di calcolo sono complessi, coinvolgendo anche dati del Piano Industriale e il finanziamento a fondo perduto della Provincia. Per capire come sono stati ricavati gli importi del Pef, Tassi ha richiesto formalmente insieme ad altri consiglieri una relazione scritta del dirigente Bondì. «Rimane il fatto che il Piano Industriale di ABC – ha spiegato il consigliere del Misto - che è datato 2019 deve essere aggiornato, almeno annualmente, come prevede anche lo Statuto e anche la mancanza del bilancio preventivo di ABC impediva di poter votare consapevolmente il PEF, che invece la Presidente Isotton ha messo in votazione. Sulla Tari si è soffermato l'assessore al bilancio Gianmarco Proietti spiegando da cosa è scaturito l'aumento del 7% delle utenze domestiche.

«Vorrei spiegare il motivo – ha detto Proietti - che ha portato a un lieve aumento per il 2021 dopo che, tra il 2016 e il 2018, c'era stata una diminuzione. Spiegare perché il Comune ha voluto stanziare, complessivamente, più di un milione di euro. E perché si tratta di una forma di solidarietà in un periodo così difficile. Per legge il Comune può intervenire con capitali propri sulla parte variabile della Tari, e lo ha fatto stanziando 600mila euro, mentre può solo riequilibrare con la parte fissa ridividendo i costi tra le diverse categorie. In più, può istituire un fondo per esentare chi è in difficoltà. Negli anni passati questo fondo era di 180mila euro, quest'anno lo abbiamo portato a 360mila. Per una famiglia di 4 persone in un appartamento di 80 mq, la TARI a Latina tra il 2016 e il 2018 è diminuita di circa il 3%. Durante il lockdown il Consiglio comunale ha approvato una delibera con cui si è ridotto del 25% la TARI ad una gran parte delle utenze non domestiche, cioè a tutte le aziende chiuse e parzialmente chiuse dai decreti Covid. Una operazione decisamente complessa di 600mila euro e una variazione di alcuni codici per il calcolo della TARI, per ridurre la parte fissa. La variazione di questi parametri ha comportato l'aumento, comunque sostenibile, alle utenze domestiche». Dunque le utenze che sono state per decreto chiuse, hanno pagato di meno, il 25%, mentre le utenze che hanno prodotto più rifiuti, il 7% in più. Considerando questo processo, la stessa delibera ha raddoppiato il fondo per le esenzioni portandolo da 180mila a 360mila euro: proprio in virtù dell'aumento, è stato considerato che chiunque con almeno 4 figli e un reddito inferiore o uguale a 20mila euro o con un reddito uguale o inferiore 8.265 euro potesse accedere alle esenzioni e non rimanerne escluso. Le associazioni del terzo settore potranno anche esse accedere alle esenzioni avendo postato in bilancio 50mila euro per esonerarle dalla TARI».