La Pfizer ha annunciato che consegnerà all'Europa 50 milioni di dosi in più rispetto a quelle previste nel trimestre aprile-giugno e di questi quasi 7 milioni arriveranno in Italia. La nuova tranche di fiale per il nostro Paese fa parte delle ulteriori consegne concordate nell'ambito dei nuovi accordi che Bruxelles sta sottoscrivendo con il gruppo americano dopo i ritardi di AstraZeneca e gli stop del vaccino Johnson & Johnson per verifiche sui casi di trombosi. Insomma la campagna vaccinale, da qui a giugno, beneficerà di un ulteriore incremento delle somministrazioni, che riguarderà oltre agli hub strategici, sia le farmacie, ancora costrette ai box dal blocco americano sulle dosi J&J, sia i medici di base, che già stanno effettuando le somministrazioni. O meglio, una parte di loro le sta già effettuando. Sì, perché un buon 35% dei medici di medicina generale del nostro territorio ha deciso di non partecipare alla campagna di vaccinazione nonostante sia stato sottoscritto un preciso accordo regionale nel quale è chiaramente riportato che «non esiste la facoltà di scelta». L'accordo, inoltre, precisa che se un dottore non richiede le dosi per vaccinare è tenuto comunque ad indicare ai propri pazienti un altro medico che lo faccia al suo posto. Ma questo non avviene anche perché i dottori vaccinatori devono dare la precedenza ai propri mutuati e, soltanto in un secondo momento, potrebbero dedicarsi alle iniezioni dei "non assistiti".

Non è semplice far capire ad un ultraottantenne costretto a recarsi in un centro vaccinale, mettendosi in coda per fare la dose, il motivo di questa "discriminazione". Nella nostra provincia più della metà dei medici di base sta vaccinando regolarmente sia nei propri studi sia recandosi a casa dei pazienti più in difficoltà. Ma quel 35% che non aderisce rappresenta comunque un numero troppo elevato in tempo di pandemia. Sono comunque molti i dottori di medicina generale che si rifiutano di vaccinare in un momento in cui il virus fa ancora tante vittime, troppe vittime, e la campagna vaccinale rappresenta l'unica vera arma a disposizione per vincere la lotta contro il Covid.

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