I partiti e i movimenti della sinistra di Aprilia dicono «no» alla discarica a La Cogna e chiedono alle istituzioni azioni concrete sul ciclo dei rifiuti per fermare il progetto della Paguro. Una lettera-appello indirizzata all'amministrazione Terra, alla Provincia di Latina e ai sindaci pontini affinché al più presto venga individuato un sito per ospitare la discarica a gestione pubblica dell'Ato pontino. «L'ipotesi della realizzazione di una discarica di servizio ad Aprilia è davvero molto preoccupante, anche perché la nostra città in questo ambito - spiegano FuturAprilia, MovAp, Democratici per Aprilia, Rifondazione Comunista ed Europa Verde - già ospita una consistente quantità di impiantistica necessaria per chiudere il ciclo e garantire l'autosufficienza del sistema nel suo complesso. Di fronte a questa situazione, il posizionamento di un ennesimo impianto sarebbe troppo, perciò le istituzioni non possono rimanere sorde al grido d'allarme lanciato dai cittadini».
Un grido d'allarme emerso con forza la scorsa settimana, con il flash mob promosso in piazza Roma dai tanti comitati antidiscarica che hanno presentato osservazioni contro il progetto della Paguro, che prevede di realizzare la bonifica del sito inquinato nell'area in via Savuto per poi realizzare un deposito per rifiuti e sovvalli da 660 mila metri cubi (dieci volte più grande dei rifiuti da rimuovere nell'area). «Nonostante questo grido d'allarme assistiamo a un balletto di responsabilità inaccettabile sull'individuazione dell'area pubblica. La questione - continuano - ha avuto inizio con l'approvazione nel febbraio 2018 del piano provinciale dei rifiuti, con il quale è stato determinato il fabbisogno impiantistico della provincia. Ma dopo oltre tre anni non è stata adottata alcune decisione per dare attuazione a quel piano, in particolare rispetto al principio di impiantistica pubblica. Ora la Regione con un'ordinanza ha dato 30 giorni di tempo alla Provincia per trasmettere il piano, perciò è importante dare una risposta certa confermando la natura pubblica in tema di gestione degli impianti necessari per la chiusura del ciclo a gestione pubblica, unica garanzia per il territorio».
FuturAprilia, MovAp, Democratici per Aprilia, Europa Verde e Rifondazione Comunista manifestano inoltre preoccupazioni rispetto all'ipotesi - emersa sulla stampa nazionale in questi giorni - di una trattativa di Ama e di Roma Capitale per l'acquisto dell'impianto della Rida Ambiente. «La volontà della giunta Raggi di acquistare il Tmb di Aprilia è un ulteriore elemento di preoccupazione, alla luce del nuovo decreto legislativo - concludono - che introduce una strategia nazionale dell'impiantistica dei rifiuti che supera la logica della chiusura regionale del ciclo. E perciò chiediamo alle istituzione locali di riflettere sulle azioni da mettere in campo in merito a questa ipotesi. Inoltre ribadiamo con forza il no alla discarica a La Cogna, chiedendo una decisione rapida della Provincia di Latina sul sito pubblico da individuare».