Non è ancora detta l'ultima parola sulla legittimità della gelateria "La Torre" di Foce Verde, lo storico chiosco che da oltre cinquant'anni si trova sulla sponda del canale delle Acque Alte e il Comune di Latina considera un'opera abusiva. Anzi, paventando una svista da parte dell'ente locale, i proprietari hanno ottenuto la sospensione degli atti con i quali gli uffici tecnici comunali hanno prima rigettato una richiesta di condono del 1986 e poi disposto la demolizione dell'intera struttura per abusivismo edilizio: lo ha stabilito il Consiglio di Stato accogliendo il ricorso d'appello presentato dall'avvocato Alessandro Mariani, ribaltando quanto aveva deciso in precedenza il Tar di Latina negando la sospensione.

La disputa ruota attorno alla titolarità della superficie su cui sorge il bar gelateria: per il Comune si tratta di un'area demaniale, mentre i proprietari dell'esercizio commerciale, eredi delle persone che hanno avviato l'attività realizzando il primo chiosco e i successivi ampliamenti, sostengono di essere titolari del diritto di superficie per quel lotto. Come confermato infatti da una serie di vecchi documenti, compresi alcuni rilasciati dal Comune stesso, quel diritto è stato acquisito dalla famiglia degli attuali titolari della licenza nel lontano 1965, tre anni dopo un esproprio prefettizio, quando l'autorizzazione per l'installazione del chiosco fu rilasciata dal Consorzio di Bonifica. In ogni caso l'opera originaria è precedente al 1967, anno in cui è entrato in vigore l'obbligo di licenza edilizia. Poi i gestori della gelateria avevano presentato istanza di condono nel 1986 e di nuovo nel 1995 per regolarizzare gli ampliamenti del primo chiosco. Sanatoria rigettata solo lo scorso anno, in seguito al sopralluogo effettuato dalla Polizia Locale nel giugno del 2019.

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