«Secondo il nuovo decreto riaperture, nelle zone gialle, tra cui molto probabilmente il Lazio, l'attività didattica in presenza dovrà essere garantita a partire dal 70 e fino al 100% nelle scuole superiori. Tuttavia la situazione d'emergenza causata dalla pandemia non è affatto migliorata, anzi nella provincia di Latina stanno aumentando i casi di contagio e il numero delle classi in quarantena». Così la coordinatrice provinciale della Gilda Unams, Patrizia Giovannini, a margine della riunione tenuta questa mattina con la Regione Lazio e le parti sociali.

«Nulla è stato fatto per mettere in sicurezza, soprattutto dalle varianti, il primo ciclo di studi già in presenza al 100% - osserva la segretaria del sindacato - tanto che si sta registrando un incremento dei casi dall'infanzia alle scuole medie. Figuriamoci cosa potrà accadere ora che si tornerà gradualmente in classe fino al 100% anche nelle scuole secondarie di II grado».

La Gilda Insegnanti di Latina ritiene impossibile prevenire i contagi con un servizio di trasporto rimasto carente, un servizio cui si rivolge principalmente la popolazione scolastica degli istituti superiori. «Nel corso della riunione - spiega la Giovannini - è stato indicato di dare priorità per il rientro alle classi quinte e di mantenere il doppio turno d'ingresso 8:00-10:00 lasciando alle 8:00 il 50% degli accessi e l'ulteriore percentuale tra il 70 e il 100 alle ore 10. Queste indicazioni comporteranno inevitabilmente una riorganizzazione degli orari scolastici e dei trasporti di cui ad oggi non abbiamo ancora contezza».

Il sindacato mantiene ferme la perplessità e la preoccupazione già espresse riguardo ad interventi che non sono mai stati messi in campo e a una decisione non supportata dalle condizioni reali: «Mancano dispositivi di protezione adeguati quali mascherine FFP2: come segnalato da docenti e dirigenti nelle scuole vengono utilizzate ancora le chirurgiche, per di più di scarsissima qualità. Mancano i presidi sanitari, spazi e distanziamento consoni, ancora si ricorre alla didattica integrata e lo si continuerà a fare a seguito delle quarantene che prevediamo saranno sempre più frequenti. Al tavolo regionale è stato chiesto di lasciare ai presidi almeno la possibilità di derogare tra il 50 e il 70% di presenze, in base alle singole realtà scolastiche. Ancora siamo in attesa di una risposta. Riguardo poi le particolari situazioni territoriali e le decisioni prese ai tavoli prefettizi nelle province del Lazio, non abbiamo informativa né la possibilità di intervenire».

«Ci auguriamo che si decida di mantenere la percentuale di ingresso tra il 50 e il 70%, non oltre - aggiunge la coordinatrice della Gilda - e che si ritorni a discutere seriamente di come ripartire a settembre in reale sicurezza, prevedendo investimenti su strutture, trasporti, tracciamento, digitale e soprattutto sugli organici. Bisognerebbe farlo già adesso».