Si può definire il miracolo del Basso Lazio. Nel senso che nell'anno del Covid il numero delle imprese iscritte alla Camera di Commercio di Frosinone e Latina aumenta. Di ben 199 unità. Come saldo tra iscrizioni e cessazioni. I dati emergono da un'elaborazione Osserfare su dati Movimprese. Il periodo preso come riferimento è il primo trimestre del 2021.

Le cifre della crescita
Al 31 marzo 2021 le imprese iscritte all'ente camerale del Basso Lazio sono 106.310. Le iscrizioni sono state 1.758, le cessazioni (non d'ufficio) 1.559. Come detto prima, il saldo positivo nel primo trimestre 2021 è di 199. Il tasso di natalità delle imprese è stato di 1,65%, quello di mortalità di 1,47%. Vale a dire che il rapporto di crescita del primo trimestre 2021 è stato di 0,19%. Nel primo trimestre 2020 era stato di -0,46%. Quello dell'analogo periodo del 2019 di -0,09%. Mentre il tasso di crescita dei primi tre mesi del 2018 si era attestato a -0,20%, quello del 2017 a -0,05%. Insomma, una controtendenza importante sotto tutti i punti di vista. In provincia di Frosinone, al 31 marzo 2021, le imprese iscritte sono 48.694. Le iscrizioni sono state 727, le cessazioni (non d'ufficio) 648: il saldo del primo trimestre è positivo di 79 unità. In termini percentuali +0,16%. Nel 2020 eravamo a -0,50%, nel 2019 a -0,17%, nel 2018 a -0,24%, nel 2017 a -0,08%.
In provincia di Latina ancora meglio. Le imprese iscritte al 31 marzo 2021 sono 57.616. Le iscrizioni sono state 1.031, le cessazioni non d'ufficio 911. Un saldo positivo di 120 unità. Il tasso di crescita dello 0,21%: nel 2020 era stato di -0,42%, nel2019 di -0,02%,nel 2018 di -0,16%,nel 2017 di -0,02%.
Nel Lazio le imprese iscritte, al 31 marzo 2021, sono 656.137. Le iscrizioni sono state 11.097, le cessazioni 8.775: nel primo trimestre 2021 un saldo positivo di 2.322 unità. Tasso di crescita dello 0,35%. Infine l'Italia: 6.075.510 aziende al 31 marzo 2021. Poi: 103.597 iscrizioni e 98.491 cessazioni. Tasso di crescita dello 0,08%. Ma è evidente che il dato delle province di Latina e Frosinone pesa di più.

L'analisi
«Un'apertura d'anno che restituisce segnali incoraggianti, visto che, in uno scenario attanagliato dalla morsa della pandemia, le dinamiche dei primi tre mesi mostrano una crescita inconsueta in serie storica; un rimbalzo senza precedenti a tutti i livelli territoriali che complessivamente contiene una congiuntura a direzioni multiple». Le conclusioni dello studio di Osserfare sui dati di Movimprese sono dettagliate. Si legge nella relazione: «Ad una prima analisi emergono indicazioni su scala nazionale che la traiettoria già disegnata nel corso del 2020 sta proseguendo, atteso che la gran parte della crescita è trainata dal settore delle costruzioni, la cui espansione si conferma di dimensioni macroscopiche grazie all'incentivo dell'ecobonus sulle ristrutturazioni. L'ulteriore evidenza è che gli esiti complessivi sono determinati da indici di natalità più sostenuti, a fronte di cessazioni in ridimensionamento a tutti i livelli territoriali; fa eccezione il settore turistico-ricettivo, che comunque su scala nazionale contiene la perdita di circa il 60%». L'algebra demografica su scala nazionale, pari ad oltre 5.000 unità aggiuntive (a fronte della sottrazione di oltre 30.000 riferite all'analogo periodo dello scorso anno), segna un punto di massimo inesplorato nella serie storica. Nota Osserfare: «Dunque un anno che, seppure si apre all'insegna della discontinuità, conferma il Lazio in vetta alla graduatoria regionale (+0,35%, a fronte del +0,08% nazionale); il bilancio nei territori di Frosinone e Latina è positivo per 200 imprese, a fronte della sottrazione di circa 500 nel primo trimestre dello scorso anno, e da conto di una dimensione imprenditoriale in grado di reagire alla tempesta virale in corso».

La Camera del Basso Lazio
Giovanni Acampora, presidente della Camera di Commercio del Basso Lazio, rileva: «È con piacere che si studiano le prime elaborazioni dei dati Movimprese che appaiono alquanto positive per le province di Frosinone e Latina. Normalmente le cancellazioni si concentrano nel primo trimestre di ogni anno, ma indubbiamente le attese legate ai benefici ed agli effetti dei vari decreti ristori sembrano aver, quantomeno, posticipato possibili cessazioni di attività. Dobbiamo attendere i prossimi mesi per poter avere l'effettivo polso della situazione venutasi a creare a seguito della crisi pandemica. Seguiranno ulteriori analisi delle risultanze di demografia imprenditoriale riferiti al primo trimestre per valutare l'effettiva dimensione settoriale». Il ragionamento di Giovanni Acampora è chiaro. Nel Basso Lazio l'imprenditoria resiste e reagisce. Guardando anche in prospettiva e confidando su un cambio di rotta sul versante della gestione della pandemia. A cominciare dalla campagna di vaccinazione. Un ruolo importante lo giocano pure gli effetti del decreto ristori.

L'occupazione
Diverso il quadro che invece era emerso relativamente al mondo del lavoro nel Lazio. Sulla base del dossier che la Uil del Lazio e l'Istituto di ricerca Eures hanno realizzato su dati Istat per studiare il mercato del lavoro nel Lazio al tempo della pandemia. Frosinone e la sua provincia hanno chiuso il 2020 con 161.000 occupati. Un numero in crescita di 6.000 unità (pari al 3,9%) rispetto al 2019, quando i lavoratori e le lavoratrici avevano raggiunto le 155.000 unità. Mentre invece su scala regionale la pandemia ha falcidiato 47.000 posti di lavoro: per ritrovare una contrazione simile bisogna riportare indietro le lancette del tempo di ventisette anni, quando nel lontano 1994 si registrarono 49.000 occupati in meno rispetto al 1993.
Escluso il frusinate, gli altri territori del Lazio hanno pagato pesantemente le chiusure, le zone rosse e le altre misure studiate per frenare la corsa del virus. I numeri sono impietosi: -2,8% gli occupati nella Capitale, -1% a Rieti, -0,6% a Latina e -0,3% a Viterbo. Sono state le donne ad essere più investite dall'onda lunga innescata dal Covid: in tutta la regione si sono registrate 33.000 lavoratrici in meno rispetto al 2019.