Le inchieste degli ultimi anni rivelano la presenza di una criminalità strutturata nel territorio di Latina, confermando implicitamente le capacità investigative delle forze di polizia, ma soprattutto la necessità di adeguarne gli organici, rimasti alle esigenze di un territorio molto meno popoloso e soggetto a fenomeni malavitosi meno complessi di quello che la provincia pontina è diventata. Un concetto sul quale punta con decisione il Siulp, il sindacato di polizia più rappresentativo a Latina, che lancia un appello al Ministro dell'Interno e al capo della Polizia per rilanciare il progetto di innalzamento della Questura al livello superiore, caldeggiato dalle istituzioni locali e nazionali fino a due anni fa prima di essere liquidato troppo in fretta.

«Dalle inchieste emergere un contesto desolante - commenta Tommaso Malandruccolo, segretario provinciale del Siulp - tra imprenditori piegati alle logiche dei clan, personaggi senza pudore che si palesavano quali paladini della legalità e che invece, come emerso dalle indagini, erano legati ai clan rom per ottenere vantaggi elettorali ed altro. Tale tendenza ha caratterizzato gli ultimi anni e si è distinta per la sua pervasività e capacità di adattamento, facendo registrare un diffuso sentimento di esasperazione e di insicurezza sociale che il Siulp ha intercettato già da tempo». Uno scenario deprimente quanto sconcertante, secondo il sindacato, favorito dalla posizione di Latina, stretta Roma e Napoli, nonostante il lavoro encomiabile di forze dell'ordine e magistratura.

«Occorre dunque incidere sul sistema sicurezza in maniera concreta, decisa e rapida - sottolinea il segretario Malandruccolo - Sulla base di queste considerazioni rivendichiamo l'innalzamento della Questura al livello superiore, traguardo che sembrava ormai a portata di mano e che invece è stato bruscamente abortito in favore di altre realtà del nord, con l'emanazione del d.p.r. 171/2019 per il riordino della struttura organizzativa delle articolazioni centrali e periferiche dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza. Ciò comporterebbe un immediato aumento degli organici con tutti i benefici che ne conseguono in termini di un rinforzato sistema di prevenzione e repressione dei reati. Allo stesso tempo è necessario rivendicare l'istituzione di una sede distaccata della Direzione Distrettuale Antimafia, operazione che implicherebbe, quale diretta conseguenza, anche l'apertura di un centro della Direzione Investigativa Antimafia».

Giusto due anni fa il Siulp chiedeva l'istituzione di un distaccamento della Squadra Mobile presso il Commissariato di Formia in un territorio che richiede un impegno investigativo crescente in un territorio che «offre un quadro criminale che non può più essere collocato nel novero delle "semplici" infiltrazioni, ma effetto del radicamento di una marcata presenza di clan e loro affiliati» evidenzia Malandruccolo. Così come «auspicabile è l'apertura in tempi celeri del costituendo Commissariato di Polizia nella città di Aprilia, il cui scenario ricalca in pieno quanto già rappresentato, ovvero una presenza criminale pressante che appare in maniera globalizzata su tutta la provincia ove, alla persistenza di vincoli territoriali di insediamento, si è associata una spiccata capacità di espansione in altre zone, senza risparmiare aree che solo fino a qualche anno fa erano considerate isole tutto sommato felici».