Mentre l'amministrazione cita per danni sei ex dirigenti della Multiservizi, aria di bufera torna ad addensarsi sulla municipalizzata. Un nuovo caso di sprecopoli se non peggio, è stato denunciato nelle scorse dal consigliere capogruppo di Fratelli d'Italia Vincenzo La Pegna, che si riserva ora di sollevare il caso nelle sedi opportune. L'esponente di centrodestra senza troppi giri di parole, punta il dito contro quello che in apparenza sembrerebbe l'uso improprio di attrezzature e beni in uso all'Asam per scopi personali da parte di qualcuno che ha sicuramente accesso alla sede e chiede all'amministrazione una vigilanza serrata proprio per scongiurare il reiterarsi di simili episodi, che configurerebbero spreco di risorse pubbliche, ma anche di avviare una indagine interna per fare chiarezza sull'episodio che si è verificato nei giorni scorsi. Le foto divulgate del resto lasciano pochi dubbi sull'accaduto: ben evidente la presenza di un'autovettura collegata con dei cavi e in ricarica presso la sede della Multiservizi di piazza Mostardas, malgrado a pochi metri siano presenti le apposite colonnine per la ricarica veloce. «Mi ritrovo a constatare con puntualità impressionante – commenta La Pegna - che ancora una volta chi in qualità di liquidatore dovrebbe vigilare e garantire l'assenza di atti che vadano contro la medesima azienda, ma soprattutto nel rispetto dei cittadini che pagano le tasse ed imposte anche molto elevate - approfitta di strutture e mezzi di proprietà pubblica. Due i casi specifici che saranno portati all'attenzione di chi di dovere, che sembrerebbero dimostrare che alcuni componenti liquidatori usufruiscono, a mio avviso indebitamente, di tali strumenti senza alcun controllo da parte dell'ente. Casi che a più riprese hanno infastidito i cittadini ed il mio compito è       quello di portarli a conoscenza di tutti. Il più grave è quello di ricaricare le proprie auto private, attraverso l'utilizzo di cavi collegati alla struttura aziendale per giornate intere e non alle colonnine previste per tali situazioni, a pochi metri dalla medesima struttura. Una pratica scorretta – vien da chiedersi cosa sarebbe accaduto se lo avesse fatto un cittadino – ma soprattutto senza alcun rispetto della sicurezza».

Dal canto suo l'amministrazione comunale, ritenendo inopportuno il gesto di caricare una vettura privata con la corrente elettrica pagata con soldi pubblici, ha già chiesto spiegazioni ai liquidatori, che nelle prossime dovranno giustificarsi dinanzi al primo cittadino. «Ho personalmente chiesto spiegazioni rispetto a questo brutto gesto – spiega il vicesindaco Lanfranco Principi, assessore con delega ai rapporti con le partecipate – e da un primo riscontro a quanto pare si è trattato di una situazione di emergenza. L'auto in questione non risulta compatibile con le colonnine per la ricarica presenti nel parcheggio. Si è trattato di una situazione contingente e con un danno economico irrisorio. Tuttavia questo non giustifica assolutamente l'accaduto, grave non per una questione economica ma di per sé per aver compiuto un gesto inopportuno e assolutamente da evitare. Per quanto ci riguarda, abbiamo già avviato delle verifiche interne e siamo in attesa di ulteriori chiarimenti. Nelle prossime ore i responsabili verranno convocati e chiamati a dare spiegazioni sull'accaduto».

Un'auto elettrica privata ricaricata con la corrente elettrica della sede dell'Aprilia Multiservizi, è questa la denuncia che arriva dal capogruppo di Fratelli d'Italia, una segnalazione corredata di foto dove il consigliere comunale di opposizione segnala "la singolare" vicenda e si domanda se tutto ciò sia lecito.

"Nell'azienda Multiservizi c'è chi approfitta di strutture e mezzi non di sua proprietà. Ci sono alcuni episodi - afferma il consigliere La Pegna - che hanno infastidito i cittadini ed è mio compito portarli a conoscenza di tutti. Il fatto più grave riguarda la ricarica di autovetture private attraverso l'utilizzo di cavi collegati alla struttura aziendale per giornate intere e non nelle apposite colonnine elettriche che si trovano a pochi metri di distanza della sede dell'Asam. Dove è la sicurezza? E se lo avesse fatto un cittadino? Spero dunque, in qualità di consigliere d'opposizione, di ricevere delle risposte chiare su questa vicenda, nel rispetto di tutto coloro che rispettano regolamente leggi e non approfittano del proprio ruolo o ufficio. Sul caso tra l'altro ho ricevuto ampia documentazione fotografica che avvalora queste mie affermazioni, nonché per procedere a verifiche su ipotesi di irregolarità".

di: La Redazione