Si gioca su più tavoli la partita di Fabio Altissimi per l'utilizzo del suolo sul territorio del comune di Aprilia.
Le manifestazioni delle ultime ore hanno visto protagonisti, sostenuti da diversi amministratori, i cittadini residenti nella zona di La Gogna, dove la società Paguro, riconducibile allo stesso Altissimi, sta cercando di ottenere l'autorizzazione per la realizzazione di una discarica.
Ma l'imprenditore, che nei giorni scorsi si è reso protagonista dell'ennesima esternazione contro tutto e contro tutti, facendosi bacchettare anche dall'avvocato Manlio Cerroni, non sembra affatto preoccupato delle sorti della propria intrapresa in via Savuto, e anzi, con le sue uscite, sembra voler aizzare l'opinione pubblica contro quel progetto di una nuova discarica. Semplice vanagloria o un eccesso di sicurezza? In fondo, quello che Altissimi è riuscito a fare in via Valcamonica gli dà ragione sul versante dell'onnipotenza.

L'1 aprile dello scorso anno, in piena pandemia, il Governatore del Lazio Nicola Zingaretti emetteva un'ordinanza con cui si consentiva alle aziende che trattano rifiuti di ampliare del 30% i quantitativi dei rifiuti stoccati presso i rispettivi impianti, prescrivendo altresì con lo stesso provvedimento che una volta rientrata l'emergenza da Covid 19 le scorte di rifiuti in eccedenza sarebbero dovute rientrare nei quantitatvi ante-ordinanza. Con grande disinvoltura, il presidente di Rida Ambiente ha ritenuto di dover interpretare a modo suo quell'apertura confondendo l'ampliamento dei quantitativi di stoccaggio e l'ampliamento delle strutture industriali. Tanto che in un'area agricola di cinque ettari limitrofa all'impianto industriale di Rida Ambiente, ha dato corso con semplici comunicazioni alla realizzazione di un nuovo impianto di stoccaggio, cementificando circa tre ettari di suolo agricolo modificandone la destinazione d'uso. L'opposizione del Comune di Aprilia e i pareri contrari espressi anche in sede di conferenza dei servizi promossa dalla Regione non hanno sortito alcun effetto, perché le opere sono state completate con tanto di autorizzazione rilasciata dagli uffici regionali.