La discarica di Ecoambiente sta crollando e con l'attuale blocco delle attività si potrebbe verificare un grave pregiudizio per la società ma, in definitiva, anche per il sito in generale. Con questa motivazione, che quasi nessuno aveva messo nel conto, il Tribunale amministrativo di Roma ha accolto tutte le doglianze di Ecoambiente e sospeso la sequenza di dinieghi di Comune di Latina, Provincia e Arpa, allo stato sospese fino all'udienza di merito del 9 novembre 2021. Il ricorso della società chiamava in causa anche la Regione Lazio, oltre che il Comune di Latina e, appunto, l'Arpa.

La sospensione cautelare di tutti gli atti è stata accordata in considerazione della «gravità del pregiudizio prospettato dalla ricorrente, consistente nella impossibilità tecnica di realizzare la copertura finale del sito perché, per effetto dei cedimenti del corpo della discarica, lo stesso non sarebbe omogeneo ed il telo costituente il capping non potrebbe essere correttamente posizionato su un corpo con altezze differenti». Dunque l'istanza cautelare è stata ritenuta meritevole di accoglimento «apparendo, ad una sommaria cognizione, insufficientemente motivata la determinazione regionale laddove prescrive la realizzazione del capping della discarica nonostante le difficoltà tecniche rappresentate dalla ricorrente». L'illegittimità, per ora solo relativa alla fase cautelare, non riguarda comunque l'intero provvedimento della Regione circa il blocco rivolto ad Ecoambiente bensì solo la parte in cui impone tale adempimento, quello della copertura. Nel dettaglio gli atti impugnati erano stati emessi in serie. E, in specie, la determina della Regione Lazio del 17 febbraio scorso varata dalla Direzione Regionale Ciclo dei Rifiuti relativa alla modifica sostanziale di autorizzazione AIA richiesta da Ecoambiente per il sito di Borgo Montello.

C'erano poi i verbali delle Conferenze di Servizi svoltesi a ottobre 2019, a febbraio 2020 e a gennaio 2021; infine le note del Comune di febbraio e dicembre 2020 e di gennaio 2021 nelle quali l'ente esprime sempre parere contrario al progetto formulato dalla società Ecoambiente, tanto che lo si ribadisce anche in consiglio comunale a febbraio del 2020. Stessa posizione per la Provincia nel verbale del gennaio 2021, anch'esso impugnato. E infine c'era il parere dell'Azienda per la protezione dell'ambiente, la quale aveva espresso il suo parere a sempre a gennaio 2021. La sentenza del Tar di Roma non spiana la strada ad Ecoambiente, in quanto accorda solo la sospensiva degli atti, ma impone una valutazione circa la necessità di alcuni interventi di messa in sicurezza del sito di Montello che, con gli attuali dinieghi, non sarebbero stati possibili. Tuttavia adesso la società non si trova più davanti il muro di «no» ma vede uno spiraglio al suo progetto. Di fatto il braccio di ferro può riprendere, almeno fino a novembre prossimo, quando questa vicenda sarà valutata nel merito per capire se la posizione espressa dagli enti pubblici è legittima o se hanno prodotto danni a Ecoambiente.