L'ex Presidente dell'Ordine degli Architetti della provincia di Latina, Remigio Coco, ha inoltrato al nostro giornale una breve riflessione sulla necessità di recuperare e riqualificare spazi ed ambiti significativi della nostra città capoluogo.

Ecco di seguito il testo integrale dell'architetto Coco, che ringraziamo.
«Oggi, in un momento in cui non si può più pensare ad un'espansione della città, anche per l'insostenibilità economica oltre che ambientale, il tema dominante della pianificazione urbanistica deve diventare quello della rigenerazione urbana.
Assistiamo ad una crisi profonda dei modelli di pianificazione che sembrano impotenti davanti alla complessità dei processi globali che stanno trasformando il modo di vivere quotidiano, il mondo del lavoro e gli spazi di relazione della città, e ci si pone, nel nostro ambito disciplinare, una serie di domande: sarà ancora l'urbanistica a pianificare i processi economici e produttivi o saranno piuttosto questi ultimi a dettare le loro regole al territorio, come sta avvenendo da ormai circa trent'anni?
Quale sarà il ruolo delle Amministrazioni locali in tali processi? Quali saranno tipologie, modalità ed effetti delle nuove trasformazioni dei luoghi nella città contemporanea?
Quali saranno gli scenari possibili di un'urbanistica che non riveste più un ruolo centrale ed egemone nella gestione del territorio, posto che la vera innovazione è insita in un processo attuativo delle Strategie urbane e territoriali che assume criteri, metodi e tecniche che vanno molto al di là della mera progettazione esecutiva tradizionalmente intesa e della semplice perequazione che resta, quest'ultima, una delle molte tecniche utilizzabili? La sfida, a nostro avviso, è quella di lavorare prioritariamente per lo spazio pubblico, nella consapevolezza delle opportunità che il riuso dello spazio d'uso collettivo genera per la città. Dobbiamo prepararci ad un pensiero urbano nuovo, che consenta di adottare modelli di intervento che permettano di incidere sulla complementarietà di tutti gli attori della scena urbana, prendendo atto del fatto che la concezione gerarchica del centro e della periferia è oggi totalmente messa in discussione.
Finora invece abbiamo assistito al fatto che la qualità storico-architettonica del territorio è sempre stata il più delle volte inversamente proporzionale alla distanza dal centro città, determinandosi uno sviluppo differenziato nelle città, per cui a conti fatti si sono favorite quelle zone urbane che possiedono, per motivi storici o geografici, un maggiore capitale culturale.
Oggi, dunque, è indispensabile individuare modalità ordinarie di intervento sulla città, potenziando anche l'agire in un'ottica di manutenzione.
L'esigenza primaria della città contemporanea deve essere quella di veder rigenerata l'identità urbana dei quartieri già insediati ponendo la qualità dell'abitare al centro delle priorità.
Abbiamo diversi esempi nella nostra provincia, ma due, a mio avviso, sono i più significativi: il Kilometro del Professor Franco Zagari a Cisterna, nel tratto urbano dell'Appia, che possiamo considerare antesignano all'attuale tema della "rigenerazione urbana", e il recente intervento ad Aprilia sulla "buca Toscanini", quartiere periferico di case popolari e cooperative edilizie, da poco inaugurato, a cui il giornale dell'Architettura dedica un bellissimo articolo dal titolo «C'e vita collettiva nella buca Toscanini».
Auguriamoci che la riqualificazione dello spazio insediativo, il recupero degli spazi pubblici, la rigenerazione delle periferie, diventino anche nella nostra Città di Latina i temi salienti della nuova urbanistica».
Remigio Coco.