C'è una domanda di cultura, di prospettive, di idee, di percorsi sani, di valorizzazione del merito nella nostra città a cui non corrispondono le risposte giuste. Ne sono i testimoni più critici i giovani, quella generazione ‘altrove' che a Latina cerca spazi e spesso di fronte al vuoto preferisce altre strade e altre città. Quella che è testimone di scenari ormai abituali: partiti che non si rinnovano e che tengono stretti i soliti manovratori di strategie asfittiche, una politica che promette e non rispetta, percorsi che dovrebbero essere chiari e lineari e che spalancano le porte al sotterfugio e all'illecito come l'ultima inchiesta sui concorsi Asl ha dimostrato. Ne parliamo con Matteo Coluzzi, il consigliere di opposizione più giovane del capoluogo, coordinatore del movimento "Generazione per Latina" che da cinque anni pungola l'amministrazione a far meglio e a rappresentare i giovani nei fatti.

Coluzzi, lei ha avuto modo di esprimere spesso la delusione per come è gestita la città fino ad oggi, cosa le dà più fastidio?
La mancanza di chiarezza e di verità. Prendo un tema tra i tanti, emblematico di un metodo, la biblioteca comunale che è sempre stata un punto di riferimento per i giovani della città. Nonostante le rassicurazioni dell'assessore Ranieri che diceva che tra aprile e maggio avremmo riavuto una biblioteca Manuzio in sicurezza, l'unica sicurezza che oggi abbiamo è che i giovani della città non possono usufruire di uno spazio fondamentale per le loro esigenze. 

Però era necessario rimetterla in sicurezza, gli ostacoli tecnici non sono mancati…
Al di là delle criticità dettate dal Covid o dagli imprevisti sui lavori, bisogna riconoscere che ad oggi non ci si è attivati per risolvere la problematica relativa ai testi, rendendo di fatto il patrimonio libraio inaccessibile. Una dotazione tra cui c'è anche il fondo locale, spesso oggetto di studi e approfondimenti legati alla storia della città. C'è stata proprio una dimenticanza e noncuranza dal punto di vista gestionale perché non si è trovata una soluzione alternativa e questo ha privato la città per molto tempo di spazi studio e di un patrimonio culturale importante.

Prima parlava di metodo sbagliato, approfondiamo questo aspetto.
Voglio dire che l'approccio che c'è stato rispetto al tema della biblioteca è la fotografia di come la maggioranza abbia nascosto e silenziato totalmente tutti i problemi che riguardano il mondo giovanile. Pensiamo anche alle soluzioni per la zona pub dove, nonostante l'impegno profuso negli ultimi anni anche attraverso le nostre proposte, si è arrivati all'installazione dei dissuasori sperando di risolvere un problema.

E invece?
Invece dopo aver speso centinaia di migliaia di euro i dissuasori ancora non sono in funzione e ci troviamo con transenne mobili e una sorveglianza tutta a spese dei gestori, già in crisi per le chiusure di questo anno difficile. Anche in questo caso nessuno da parte della giunta ha spiegato questa criticità che rappresenta anche un grosso sperpero di denaro pubblico.

E sull'università? E' realmente un polo attrattivo?
Si è fatto molto, ma si poteva fare di più soprattutto rispetto alle promesse di Lbc. La politica dovrebbe assumersi la responsabilità di ciò che dichiara come quando si millantava l'apertura della nuova facoltà di Agraria a Latina. Una promessa mai realizzate.

Come movimento in questi anni di attivismo che idea vi siete fatti delle esigenze dei giovani e di come vengono soddisfatte?
In questi anni abbiamo sempre cercato di raccogliere istanze e proposte dai giovani che vivono questa città, gli stessi giovani che vengono invitati a non fare le valigie ed a non andare all'estero, gli stessi giovani che con estremi sacrifici cercano di crearsi un futuro intraprendendo percorsi di studio e lavoro nonostante le difficoltà dei tempi odierni, gli stessi giovani che aprendo qualsiasi pagina di giornale devono leggere che nella nostra città ci sono indagini su concorsi pilotati che rappresentano la morte più totale della meritocrazia e delle capacità già presenti sul nostro territorio. Ecco, c'è tanta delusione e la politica deve far capire che questa città è altro reagendo con forza a queste cose che accadono.

Il messaggio è chiaro, sul concorso Asl lei pensa che questa reazione non sia arrivata.
Siccome spesso si parla di legalità e trasparenza ci chiediamo come mai nessuno dell'amministrazione abbia proferito parola su quanto accertato dalle forze dell'ordine. Non domandiamoci poi perché da parte dei giovani ci sia mancanza di fiducia nella politica e nelle istituzioni e invitare gli stessi in maniera ipocrita a credere in determinati proclami risulta demagogico e distante dalla realtà che ci circonda. Esprimo inoltre solidarietà agli esclusi incolpevoli del concorso travolti dagli effetti di quello che è un sistema da cui la politica non si è pubblicamente discostata. Alla luce degli incontri di Lbc con movimenti politici dichiaratamente a sinistra sarebbe bene che il primo cittadino fino ad oggi sempre pronto a porre l'attenzione su vicende di mala-amministrazione si esprimesse, uscendo da questo silenzio imbarazzante. L'appello a Lbc è che invece di attribuirsi meriti legati all'urban center come ad altri temi di Generazione per Latina approvati all'unanimità, si rivolga con fatti chiari a tutti i giovani della città e non solo a quelli della propria parte politica, e dia delucidazioni su quanto sta accadendo. Mi auguro che intervenga anche il prefetto, laddove persista il silenzio della politica.