Rompe il silenzio il sindaco di Latina Damiano Coletta e replica alle insinuazioni che circolano rispetto all'assunzione del figlio al Goretti, attraverso un post su Facebook.

"Adesso basta. Ero stato in silenzio perché bisogna avere rispetto degli organi inquirenti. Ma mettere in mezzo la mia famiglia è un atto spregevole che racconta come gli interessi di una parte di questa città siano alla disperata ricerca di un modo di colpirmi per riportare in Comune gli stessi affaristi che hanno affossato Latina.

Mio figlio è stato uno dei 5 medici e infermieri che hanno dato la disponibilità a fare turni di emergenza Covid in un momento di straordinaria emergenza. Quando ho saputo di questa sua volontà ne sono stato orgoglioso pur se ero consapevole del rischio cui sarebbe andato incontro. Ma siamo medici abituati a prenderci cura dell'altro nel momento del bisogno. Questo è uno dei valori, insieme all'onestà, con cui ho educato mio figlio. E quello era un momento in cui c'era tremendamente bisogno di medici e infermieri. Come lo è stato nella seconda e nella terza ondata. Sono stato orgoglioso nel sapere che questi giovani medici e infermieri sono stati utilissimi alla causa. Hanno avuto un contratto professionale, ad ore. Hanno svolto turni di notte, domeniche, festività natalizie. Hanno curato centinaia di persone.

Oggi ci troviamo di fronte a questo penoso tentativo di far passare il messaggio che "Tutti sono uguali. Tutti rubano alla stessa maniera", come diceva un verso di De Gregori. Non è così. Il Comune è una casa di vetro e quelli non fanno più affari. Non gli è rimasto altro da fare che mettere schizzi di fango nel ventilatore. Saranno querelati e pagheranno in sede penale e civile.

Noi andiamo avanti: cari concittadini, non permetteremo al passato di tornare a mangiare sulle nostre spalle. Statemi vicino e continuiamo a cambiare Latina insieme".

Nulla dice, Coletta, sulla vicenda dei concorsi truccati. Eppure non esita, nel post, a dire che da una settimana, contro di lui, era in atto una campagna mediatica e politica per gettare fango sulla sua figura. Eppure è un fatto che Coletta sia alleato col Partito democratico per le prossime comunali. Ed è un fatto che siano esponenti del Partito democratico quelli coinvolti nello scandalo dei concorsi truccati. Coletta, sempre molto agile quando i suoi avversari politici sono coinvolti in inchieste giudiziarie o giornalistiche, a chiedere chiarimenti, oggi su questo non si pronuncia "per rispetto degli inquirenti". Legittimo. Così come è legittimo chiedere a Coletta di pretendere dal Partito democratico la massima trasparenza possibile su una vicenda opaca che riguarda la gestione della cosa pubblica. Se poi non gli interessa farlo, è ovviamente un'altra legittima scelta. Ma il fango è altro. 

Veleni e insinuazioni sull'assunzione alla Asl del figlio del sindaco di Latina Damiano Coletta. Lo scorso anno, infatti, il dottor Emiliano Coletta fu assunto con contratto di collaborazione alla Asl di Latina per fare fronte alla carenza di personale dovuta all'emergenza Coronavirus. Negli atti di assunzione, ovviamente, ci sono le firme dei dirigenti del settore Personale della Asl, ovvero Claudio Rainone e Mario Graziano Esposito, finiti agli arresti domiciliari nell'ambito della recente inchiesta sui concorsi truccati alla Asl.

Una coincidenza che però sui social sta già scatenando insinuazioni sulla figura del sindaco Coletta. Il quale, con il suo silenzio sulla vicenda in cui è coinvolto anche il Partito democratico, alleato di Lbc alle prossime elezioni, non fa altro che alimentare i sospetti. 

Sul tema interviene il portavoce comunale di Fratelli d'Italia Gianluca Di Cocco: "Ottenere un incarico con assunzione diretta, senza alcun concorso o altro metodo che favorisca la totale trasparenza, dalla ASL di Latina è qualcosa di poco chiaro.
Quella asl che oggi è sotto accusa nel silenzio assordante del Primo Cittadino e che vede in questa delibera, come protagonista una persona decisamente vicina al primo cittadino. É da ritenersi questo un esempio di base fondante della trasparenza e della comunicazione quotidiana, che questa amministrazione vanta di avere con i propri cittadini e ne fa un motto di propaganda da anni?" 

Dalla Lega arriva una nota del consigliere comunale Vincenzo Valletta. ''Il sindaco di Latina, Damiano Coletta, non dirà una parola neanche sull'incarico ricevuto dal figlio all'Asl di Latina, travolta proprio dalla Concorsopoli denunciata dal nostro capogruppo regionale Angelo Tripodi con un esposto alla Guardia di Finanza? Il silenzio dietro cui si è trincerato Coletta non sarà probabilmente un caso, ma riteniamo opportuno che il Primo cittadino del capoluogo venga a riferire in Consiglio comunale. Anche perché bisogna prendere le distanze dalla regia politica, ancora ignota, di cui parlano le persone coinvolte ed emersa grazie all'inchiesta della Procura di Latina e alle indagini portate avanti dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza''. 

di: La Redazione