Che il bilancio del Comune di Aprilia non navigasse in acque sicure è cosa nota già da tempo, visto il debito imponente emerso lo scorso anno all'approvazione del consuntivo. Eppure, la recente sentenza della Consulta che ha detto no al ripianamento in trent'anni dei deficit da prestiti sblocca-debiti, provocando un pesante colpo di coda nei confronti di 1750 amministrazioni in tutta Italia, proprio nel comune nord pontino rischia di avere un effetto deflagrante, conducendolo sull'orlo del default.

La misura, che dichiara illegittime le regole sul ripiano in 30 anni del deficit da anticipazioni di liquidità e destinato ad avere impatti sugli equilibri finanziari degli enti locali, avrà effetti più gravi nei comuni sopra i 60mila abitanti e Aprilia, città che in questi anni proprio sulle anticipazioni di liquidità ha largamente potuto contare per far quadrare i conti, ora rischia di venir travolta dal provvedimento. Non a caso, nella speciale classifica delle 15 amministrazioni più a rischio, stilata dal Sole 24 Ore, Aprilia - unico comune della Provincia di Latina - figura all'ottavo posto tra gli enti più colpiti, con un extradeficit di 17 milioni 500 mila euro e un ripiano annuale di 5,8 milioni. Meglio di Napoli, Torino e Reggio Calabria, Salerno, Pozzuoli, Lecce e Catanzaro, poco peggio di Guidonia che pure figura nella classifica, in buona compagnia con altri 112 Comuni del Lazio, che dopo Calabria e Campania risulta la Regione più colpita.

Eppure ciò non basta per guardare al futuro con ottimismo. A stravolgere i Comuni, mentre si preparavano a chiudere i consuntivi 2020, la sentenza 80/2021 con cui la Consulta ha bocciato le regole che soggiacevano alla gestione dei prestiti statali erogati tra il 2013 e il 2015, necessari per consentire agli enti locali di pagare fatture arretrate ai fornitori. In sostanza la sentenza cancella con un colpo di spugna la possibilità di ripianare maggiori disavanzi di 2,8 miliardi di euro in 30 anni con un costo di 110 milioni annui. Chiudere la partita in tempi ordinari invece, ovvero tre anni, porta i fondi da accantonare in ogni esercizio a 900 milioni complessivi, con conseguenze facilmente prevedibili per le amministrazioni coinvolte. E se l'Anci si è già attivata per cercare una soluzione, ad oggi anche Aprilia può a pieno titolo essere incluso a causa della manovra tra i Comuni a rischio default. Un finale tutt'altro che lieto e in qualche modo tristemente presagito mesi fa i Democratici di Aprilia, tornata ad accendere un campanello di allarme proprio sui prestiti a suo tempo concessi dal Dl 35 e da restituire.