Oggi i ristoranti potranno tornare a servire anche al chiuso e presto sarà possibile anche tornare a organizzare cerimonie. Un passo avanti atteso da tempo dai ristoratori, ma purtroppo non è tutto oro quel che luccica. Perché accanto agli indiscutibili lati positivi di una riapertura tanto agognata, ci sono le difficoltà operative che stanno incontrando gli operatori.

Come spiega Italo Di Cocco, presidente della Categoria Pubblici Esercizi della CLAAI Assimprese "quelli trascorsi sono stati mesi drammatici per gli operatori del settore della ristorazione. Ora c'è grande entusiasmo e voglia di ripartire. E registriamo anche un cauto ottimismo. Accanto a questo, però, vanno anche segnalate alcune indiscutibili criticità che il settore sta vivendo. In particolare la questione della forza lavoro, che rischia di compromettere la ripresa. In Italia mancano all'appello circa 150 mila lavoratori. Stiamo parlando di oltre 120 mila professionisti che, lo scorso anno, considerate le difficoltà del settore nell'operare, hanno cambiato lavoro. Un ristorante ha bisogno di molte figure professionali, formate e preparate. Molte di queste, come detto, hanno deciso di fare altro. Poi ci sono quelli che invece preferiscono mantenere la CIG COVID o il reddito di cittadinanza invece di lavorare per alcuni mesi, magari se stagionali. Insomma - conclude Italo Di Cocco - ci troviamo di fronte a un problema enorme che rischia di vanificare gli sforzi degli imprenditori per far ripartire il comparto della ristorazione. Come associazione di categoria faremo in modo che queste problematiche come altre che attanagliano il comparto, finiscano all'attenzione delle istituzioni e del Governo"