Un sostegno al turismo in questa "quarta ondata" della pandemia causata dal Covid. Una boccata d'ossigeno per gli albergatori. Un incentivo alla riqualificazione delle strutture. C'era anche questo, ieri, nelle parole del ministro al Turismo Massimo Garavaglia durante il suo intervento al Festival dell'Economia di Trento. Parole che non sono certo passate inosservate in un comparto fondamentale per tutta l'Italia, a partire da quei territori, come la nostra provincia, che lo vede in prima linea soprattutto nella stagione estiva. Il ministro è partito dalle cifre, con al primo punto quelle dell'efficientamento: «Tengo particolarmente alla questione dell'efficientamento delle strutture alberghiere per le quali abbiamo messo un miliardo e 800 milioni», ha spiegato Garavaglia facendo riferimento al Recovery Plan. Una cifra che diventerà 3 miliardi «con l'effetto leva e la decontribuzione per la cassa integrazione». Per Garavaglia, «indipendentemente dalle scelte di bilancio nazionale, lo facciamo perché abbiamo la necessità di migliorare le strutture ricettive, ma non solo gli alberghi, anche i bad & breakfast e gli agriturismi».
Questo attraverso operazioni ponte, come quella realizzata per la chiusura del settore della montagna: il governo ha creato un Fondo da 700 milioni, poi passati a 800. Garavaglia ha anche allargato il discorso sottolineando come si debba «uscire dall'intervento dello Stato e aiutare le aziende a fatturare. Perché il vero obiettivo è tornare a far fatturare le imprese il prima possibile, perché il Pil lo fanno i cittadini».
Un altro capitolo della questione turismo è anche legata a un recupero: un terzo dei 27 miliardi persi. Le riaperture, in questo senso, avranno una ricaduta importante anche nel settore turistico. Grazie all'allungamento della stagione e alla campagna vaccinale, l'estate 2021 potrebbe consentire di recuperare «almeno un terzo dei miliardi persi dal settore a causa della pandemia - ha detto Garavaglia -. Le previsioni sulla crescita del Pil di 0,6-0,7 punti, sono positive, e l'aver tolto una serie di regole, come la quarantena da alcuni Paesi, consente di far ripartire anche il flusso straniero e quindi recuperare una quota di quei 27 miliardi che abbiamo perso lo scorso anno. E poi abbiamo un 10% in più di italiani».
Importante sarà anche distribuire meglio i flussi. «Non è un caso che in certi luoghi si allunghi la stagione fino a novembre, ma questa dovrebbe essere la norma - ha aggiunto il ministro al Turismo -. Allungare la stagione turistica e organizzarla grazie al digitale consente di gestire i flussi e regolarli in modo più organizzato». Come quegli Stati che hanno il biglietto integrato: «Quando vai in un Paese ben organizzato - ha concluso Garavaglia - ti vendono un pacchetto con più siti da visitare e questo consente una migliore distribuzione dei flussi e consente in modo democratico di evitare assembramenti e ammassamenti presso i monumenti».