Non sono bastati due consigli comunali per chiudere la partita "canone unico" tra il Comune di Latina e gli esercenti del capoluogo. C'è ancora in ballo un 10 percento di imposta: l'amministrazione di piazza del Popolo non ci vuole rinunciare mentre le associazioni di categoria ne chiedono l'abolizione. E oggi è in programma una nuova riunione ad hoc che avrà come oggetto della discussione la fine di quella che è diventata ormai una vera e propria battaglia. Da una parte l'Ente, dall'altra gli esercenti "difesi" dalle associazioni di categoria: su tutte la Confesercenti rappresentata dal vice presidente Massimo Ceccarini che è anche presidente dell'Isola che non c'è, ovvero l'associazione che racchiude la gran parte dei locali della zona pub. Il loro obiettivo è quello di ribaltare quella che considerano «una tassa ingiusta» approvata per ben due volte in consiglio comunale ma ancora sospesa tra il sì e il no. Si era partiti con l'applicazione del 100 percento dell'imposta sulle strisce blu, per poi fare marcia indietro (dopo una protesta collettiva dei titolari dei locali) ed arrivare a pretendere l'ormai famoso 10 percento chiesto agli esercenti come pagamento per l'occupazione delle strisce blu. Una percentuale che le associazioni di categorie vorrebbero vedere eliminata perché «il Comune non può affittare lo stesso spazio due volte. Un commerciante che già paga il suolo pubblico per la sua attività non può essere costretto a versare altri soldi nelle casse dell'Ente anche per l'occupazione delle strisce blu» sono le rimostranze avanzate più volte da associazioni di categoria e Isola che non c'è «è inconcepibile che il canone unico si trasformi in una doppia tassa». Oggi, dopo due consigli comunali che non hanno portato ad un risultato definitivo, andrà in scena il terzo e, forse, ultimo atto di una battaglia iniziata alla fine di dicembre e andata avanti senza trovare una soluzione. Sarà la volta buona? Lo sapremo nel pomeriggio.