«Le ordinanze anti-movida rappresentano una beffa – l'ennesima – per il comparto dell'ospitalità a tavola, soprattutto per quelle attività che, dopo mesi di chiusure senza senso, non supportate da evidenze scientifiche, ora potrebbero lavorare fino a notte inoltrata. Allo stesso tempo le ordinanze si stanno rivelando una manna per gli abusivi che girano per i centri storici vendendo alcolici e quant'altro senza alcun controllo, e per molti minimarket, gestiti solitamente da cittadini originari del Bangladesh e dell'India, che fingono di chiudere ma in realtà continuano a smerciare». Lo ha reso noto Paolo Bianchini, presidente dell'associazione di categoria MIO Italia, Movimento Imprese Ospitalità.
Prosegue così Ferdinando Parisella segretario nazionale del MIO Italia


"Sì ovunque le città come i piccoli paesi, sono già pieni di viaggiatori, turisti, alla ricerca del "ben essere" nel senso totale del termine. La politica del divietò su carta, è controproducente perché non garantisce il controllo del territorio lasciandolo in balia degli abusivi di ogni risma, insieme agli spacciatori".

«Emblematico è il caso di Palermo, con il sindaco che si nasconde dietro la foglia di fico dell'ordinanza anti-movida, non essendo in grado di garantire i controlli. Risultato: gli esercenti regolari, che creano lavoro e versano regolari tasse, sono costretti a chiudere, mentre strade e piazze affollate diventano facile territorio di conquista degli abusivi e dei cosiddetti Bangla-market», ha spiegato Paolo Bianchini.

«Quello che sta accadendo a Palermo succede, purtroppo, anche in altre città. È la solita "Italietta", che penalizza e vessa con provvedimenti illogici i piccoli imprenditori, mentre gira ipocritamente il capo di fronte alla realtà dell'abusivismo e delle vendite irregolari», ha aggiunto Paolo Bianchini.

«Chissà perché ci facciamo sempre del male da soli. Da noi la movida ha assunto una accezione negativa, mentre nelle capitali europee esistono interi quartieri che hanno creato la loro fortuna internazionale grazie alla vitalità sociale e culturale delle ore notturne», ha concluso Bianchini.

Anche Parisella conclude sottolineando che "...le attività di ristorazione, pub, cocktail bar e discoteche, ora anche gli stabilimenti balneari, garantiscono la tenuta "in luce" del territorio. La vita deve tornare ad essere vissuta in toto, senza restrizioni, garantendo sicurezza...tornare al lavoro significa tornare a credere nel futuro, quindi anche delle famiglie che ORA hanno diritto a poterlo finalmente fare. Non solo a subire vessazioni di ogni genere. Aumenti e tassazioni indiscriminate, manterranno la Nazione in una cappa grigia negativa. Oggi abbiamo bisogno di tornare anche a sorridere, oltre che vivere".