La giornata inizia presto per la Commissione parlamentare d'inchiesta sul lavoro e lo sfruttamento. E' la prima uscita in presenza ed è a Latina, la provincia che sta dando grattacapi perché conta 24mila braccianti agricoli molti dei quali, appunto, sfruttati e vittime di caporalato. Dopo sei ore di audizione il Presidente Gianclaudio Bressa, senatore del Pd eletto in Trentino, appare provato e in conferenza stampa ammette subito che dai resoconti è emerso che «il fenomeno del caporalato in quest'area è pernicioso» ma che, di contro, sussiste un quadro di grande disponibilità da parte di tutti a collaborare. L'invito a iniziare da Latina un «tour» che porterà la Commissione d'inchiesta anche a Caserta, poi a Foggia e a Firenze è arrivato dal Procuratore della Repubblica Giuseppe De Falco, audito anch'egli, tra i primi, in mattinata. C'è stato un focus sulle indagini già concluse nonché su quelle correnti che provano l'esistenza di una sacca ampia di lavoratori sfruttati, mentre «non sono stati rinvenuti particolari gap sul fronte della sicurezza dei luoghi di lavoro».

«Adesso abbiamo un quadro chiaro della situazione di Latina - ha detto Bressa - e ciò che conta è la disponibilità di tutti a migliorare le condizioni dei lavoratori nonché a restituire all'economia agricola di questa zona l'immagine che merita. Il nostro non è un giudizio negativo complessivo, tuttavia i dati sul caporalato preoccupano e sono state anche avanzate delle proposte». Nell'ambito della stessa conferenza stampa il Prefetto Maurizio Falco ha annunciato che ci sarà un potenziamento dei controlli, reso possibile anche grazie all'aumento degli ispettori del lavoro che verranno assunti. La fotografia precisa dei dati e delle proposte raccolte entrerà nella relazione della Commissione, che depositerà una prima bozza entro fine anno. Da quanto emerso ieri si sa già che in quel rapporto entreranno le numerose inchieste che hanno accertato lo sfruttamento e i maltrattamenti dei lavoratori, il fenomeno delle prescrizioni di farmaci dopanti ai braccianti, di cui hanno parlato i rappresentanti sindacali in audizione. Su indicazione dell'assessore regionale al lavoro Claudio Di Berardino è stata analizzato il protocollo che vige nel Lazio contro il caporalato e che è stato firmato proprio in Prefettura a Latina in forma sperimentale. «Lo si potrebbe mutuare in ambito nazionale - ha sottolineato Bressa - perché, come abbiamo condiviso anche con il Prefetto, il lavoro da fare riguarda una serie di elementi, a partire dalla formazione e dalla collaborazione tra tutte le parti in campo». Ma sono i numeri e le storie di centinaia di persone a fare da sfondo, granitico, a questo approfondimento da parte del Parlamento che, per la prima volta, «scende» a Latina e scandaglia quello che resta uno dei problemi più importanti sia sotto il profilo sociale che economico. «Ritengo questo approfondimento un fatto di estrema importanza perché dimostra l'attenzione per un territorio complesso - ha detto il Prefetto Falco - ma anche il frutto della sinergia tra gli attori in campo che è fondamentale»