La direzione regionale dell'area Via (Valutazione impatto Ambientale) esprime perplessità sul progetto di discarica a La Gogna, una valutazione che sembra preannunciare il «no» definitivo che - a meno di colpi di scena improvvisi - dovrebbe arrivare nel prossimo incontro.
E' probabilmente questo l'aspetto più interessante della seconda seduta della conferenza dei servizi chiamata a valutare la richiesta della società Paguro, che propone di bonificare il sito inquinato da ignoti di via Savuto (dove sono stimati rifiuti per circa 67 mila mc) per realizzare nella stessa area un invaso da 660 mila metri cubi. Ovvero una discarica dieci volte più grande dei rifiuti da rimuovere. Proprio questo è stato uno degli aspetti che ieri mattina ha portato la direzione regionale ad esprimere "forti criticità" sul progetto, facendo dunque intendere ai consiglieri e ai cittadini presenti in aula (o collegati in videoconferenza) che nella prossima conferenza conclusiva dovrebbe arrivare il «no» definitivo alla proposta. Il condizionale è d'obbligo, perché comunque la Regione ha voluto dare un parere preliminare per lasciare al proponente la possibilità di presentare delle controdeduzioni entro il prossimo incontro.

Ma già questa valutazione intermedia, unita ai no espressi dall'Arpa Lazio, della Soprintendenza del Ministero della Cultura (una contrarietà ribadita con una nota anche ieri malgrado sull'atto sia pendente il ricorso al Tar promosso dalla Paguro) e del Comune di Aprilia sembrano ostacolare la strada all'ipotesi di una discarica sul territorio di La Gogna. Di contro, invece, al momento c'è solo il parere favorevole sanitario dell'Asl Latina rilasciato esclusivamente rispetto ai titoli autorizzativi per la bonifica e alla messa in sicurezza del sito e quello del servizio geologico. Un peso specifico ben diverso, soprattutto perché nel suo intervento in apertura dei lavori la direzione regionale area Via ha rimarcato con forza i dubbi espressi dall'Arpa. Il dirigente Vito Consoli con una dichiarazione ha infatti manifestato perplessità sull'intervento, spiegando che la discarica non si può considerare finalizzata alla bonifica perché prevede una quantità maggiore di rifiuti rispetto a quelli da rimuovere e per un tempo ulteriore rispetto a quello necessario per la bonifica dell'area. Elementi di criticità che portano la direzione regionale a pensare che sia più opportuno concludere la bonifica già in corso presso il Comune di Aprilia, svincolandola da un'attività di discarica.