La commissione convocata per fare chiarezza sulla posizione della Provincia di Latina rispetto al progetto della Paguro sgombra il campo dagli equivoci, ma non nel senso auspicato dai comitati che si battono contro l'ipotesi di discarica a La Gogna. Nella seduta che si è svolta nella sala di via Costa è infatti emerso che il parere dato dall'amministrazione provinciale è favorevole (o favorevole con prescrizioni) rispetto ad alcune limitate competenze che riguardano le opere idrauliche e il Pai, una "doccia gelata" per i cittadini e le associazioni che nei giorni scorsi (ed anche ieri mattina) erano stati rassicurati dalle parole del presidente della Provincia Carlo Medici e dal suo vice, Domenico Vulcano. «Abbiamo votato un atto in Consiglio provinciale per ribadire la nostra contrarietà al progetto di discarica, un fatto più unico che raro, inoltre - ha detto Vulcano - abbiamo presentato delle osservazioni, mi sembra che la posizione sia chiara». Un'analisi condivisa da Medici. «Quello rilasciato - ha detto il presidente della Provincia - è un parere tecnico e saranno i funzionari a spiegare le motivazioni che impongono al settore Ambiente di assumere questa decisione, ben sapendo che sono impopolari e fastidiose e contrastano con l'indirizzo della Provincia sul ciclo dei rifiuti, che non riguarda solo Aprilia ma tutto il territorio pontino».
Chiaro il riferimento al voto del Consiglio provinciale che alcuni mesi fa bocciò il progetto per la Gogna (bonifica del sito di via Savuto e realizzazione di una discarica nell'area) e la riapertura della discarica di Borgo Montello, una mozione inoltrata alla Regione insieme alle osservazioni prodotte dall'ente. Ma quello che non ha spiegato Medici, illustrato invece con chiarezza dai tecnici Crippa e Rossi è che il voto del Consiglio e le osservazioni non costituiscono un parere e hanno un peso inferiore nell'ambito della conferenza dei servizi.
«I pronunciamenti - ha spiegato Crippa - del 2017 sono stati formulati in rapporto a un quadro normativo di competenze che si è modificato, diverse competenze nel 2021 sono state avocate dalla Regione. A noi è rimasto il Piano di assetto idrogeologico (Pai) ma su alcuni aspetti, per l'altri è competente l'autorità di bacino. Ci siamo pronunciati sulla recinzione e per l'assetto idrogeologico, le risorse idriche e delle acque sotterranee, dando due pareri positivi con prescrizioni. C'è poi una distinzione da fare, ovvero che nella fase dell'avviso pubblico la Provincia ha inteso formulare delle osservazioni che sono però rimesse alla valutazione dell'autorità competente. Ma queste osservazioni nel procedimento hanno un valore differente rispetto allo spessore del parere tecnico reso dagli uffici. Si tratta di una distinzione formale e sostanziale».
Nel 2017 tuttavia la Provincia tra i criteri che la portarono a bocciare il primo progetto di discarica incluse proprio la non idoneità rispetto al Pai. Su questo aspetto gli uffici hanno fatto capire che la partita potrebbe non essere conclusa, visto che la valutazione dell'autorità di bacino potrebbe cambiare le carte in tavola. Ad oggi però la posizione dell'amministrazione provinciale è favorevole, seppur su competenze limitate e con un peso specifico diverso dai pareri di altri enti (Regione e Arpa). Un cambio di vedute rispetto agli annunci di qualche mese che lascia spiazzati i cittadini che si battono contro la discarica.