Oltre a costituire indubbiamente una importante opportunità per il territorio, l'ottimo punteggio ottenuto dal Comune di Aprilia nell'ambito del bando Pinqua - con tre progetti su tre finanziati e un tesoretto di 39 milioni di euro da spendere per riqualificare il quadrante Centro-Toscanini, Vallelata e Campo di Carne – rappresenta una sfida per l'ente di piazza Roma. Una corsa contro il tempo, necessaria a concretizzare quanto messo su carta. Quando verrà pubblicato il decreto, aprendo la fase della progettazione esecutiva delle opere, l'amministrazione avrà appena 8 mesi di tempo per lavorare ai progetti, con le maggiori difficoltà concentrare sul corposo intervento pubblico-privato che riguarderà centro, quartiere Toscanini e quartiere Primo, dove saranno necessari ulteriori passaggi in Consiglio comunale per approvare varianti e cambi di destinazione d'uso.

Un progetto che continua ad attirare critiche da parte dei gruppi di opposizione: dopo MovAp e Democratici per Aprilia, anche i consiglieri Roberto Boi e Francesca Renzi chiedono spiegazioni su un piano che in qualche modo non convince proprio per quanto riguarda il connubio pubblico privato. I due consiglieri preannunciano quindi la volontà di chiedere maggiori delucidazioni nelle sedi istituzionali. «Fermo restando che l'area della Freddindustria rappresenta una bomba ecologica nel centro urbano e ogni intervento di riqualificazione più che auspicabile è assolutamente necessario – commentano i consiglieri Boi e Renzi – riteniamo che l'ente avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione a quello che è l'interesse pubblico, cercando si di favorire la riconversione del complesso ma limitando le cubature e prestando maggiore attenzione alla vivibilità e ai servizi. Ma in relazione al piano ciò che più colpisce è la volontà di smantellare il vecchio stadio per realizzarne uno nuovo in viale Europa. Riteniamo che demolire lo stadio, una delle poche strutture che in qualche modo conserva traccia della storia del territorio anche con l'intitolazione a Quinto Ricci, rappresenti un errore madornale che questa città non può più permettersi. Ci costa fatica e anche una buona dose di immaginazione, paragonare la sorte che sembra spettare allo stadio di Aprilia con lo sfacelo degli anni passati, che portò alla demolizione della Casa del Fascio e alla creazione di piazza Roma. Tuttavia riteniamo che la demolizione dello stadio rappresenti un errore: si potrebbe invece ragionare in fase di progettazione sul mantenimento della struttura da utilizzare per sport diversi dal calcio». Una proposta non scevra da critiche, quella presentata da Boi e Renzi, che pur guardando positivamente all'interesse per le periferie che pare trasparire dagli altri due piani Pinqua, chiedono spiegazioni sulla scelta dei quartieri da riqualificare. «Fermo restando che quasi tutte le periferie della città hanno bisogno di interventi che riguardano soprattutto servizi primari, come fognature, strade e acqua potabile – rimarcano gli esponenti di opposizione – ma ogni volta i bandi sembrano muoversi in direzioni diversi, vorremmo capire secondo quali criteri l'amministrazione abbia scelto di concentrare un quantitativo tanto importante di risorse proprio su quei due quartieri, quali valutazioni siano state fatte. Constatiamo purtroppo che le opere che stanno per essere realizzate, non potranno risolvere i problemi atavici e più immediati che la città si trova ad affrontare».