Gli esercenti sono contrari al green pass che dal 6 agosto sarà obbligatorio per sedersi al tavolo (al chiuso): il certificato verde non convince specialmente in zona bianca. Non tanto perché la nuova disposizione governativa potrebbe limitare il lavoro dei commercianti, quanto invece per le difficoltà che porterà la necessità di mettere in pratica controlli ferrei per non andare incontro a multe salate. «Non siamo contrari al vaccino, assolutamente, ma il problema di fondo è la responsabilità che avremo nel dover gestire una situazione difficile, non possiamo fare gli sceriffi».

A sottolinearlo è Massimo Ceccarini, presidente dell'associazione dei locali della zona pub del capoluogo (Isola che non c'è), che si fa portavoce del malcontento dei gestori delle attività del centro, e non solo. "Premessa importante: la vaccinazione è fondamentale per uscire da questo tunnel - ha aggiunto - Anche se non si riesce a capire come a livello nazionale i contagi attuali siano di più rispetto a quelli che si registravano nello scorso mese di luglio. Farsi il vaccino è un dovere morale ma sappiamo bene che non tutti lo faranno. E noi esercenti ci troveremo davanti ad una situazione che sarà difficile gestire perché non siamo dei vigilantes. Il nostro lavoro è un altro. Il Governo ha deciso di lasciarci l'incombenza di dover controllare i dissidenti e far rispettare le regole, decidendo chi può entrare e chi no. Non è difficile immaginare che ci saranno non vaccinati che vorranno comunque entrare nei locali, e a quel punto cosa dovremmo fare? Imporre il rispetto della legge, noi che facciamo i commercianti? Bisognerà trovare una soluzione, l'unica pensabile al momento è quella di avvalersi di uno steward o comunque di una persona in grado di poter svolgere la funzione richiesta, con la necessità di andare incontro ad un'ulteriore spesa".